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L’Adiponectina Endogena nella Valutazione Semeiotico-Biofisico-Quantistica del Metabolismo Glicidico.

L’adiponectina è una proteina di 244 amminoacidi, appartenente alla famiglia delle adipochine. E’ sintetizzata dalle cellule del tessuto adiposoin particolare dagli adipociti bianchi maturi. La sintesi di questa proteina è regolata da un gene (ADIPOQ), specificatamente ed altamente espresso negli adipociti. La sua azione si esercita sulla funzione e struttura di numerosi altri tessuti, tra cui il pancreas endocrino  (Stagnaro S. “Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica dell’Adiponectina nella Sindrome Pre-Metabolica e Metabolica, Classica e Variante”, in rete nel mio sito alla URL http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc).

L’adiponectina, isolata per la prima volta nel 1995, è dosabile nel plasma, dove rappresenta lo 0,01-0,05% delle proteine plasmatiche totali; i suoi livelli oscillano tra i 3 ed i 30 μg/mL di sangue.

A partire dai primi studi condotti su modelli animali, in numerose ricerche  sono emerse le proprietà antiaterogeniche ed antinfiammatorie di questa sostanza. E’ stata inoltre dimostrata una chiara relazione tra i livelli di adiponectina e l’estensione della massa grassa. Paradossalmente, a differenza di quanto scoperto per le altre proteine sintetizzate dal tessuto adiposo, i livelli di adiponectina sono significativamente inferiori negli obesi rispetto ai soggetti normopeso.

Inoltre, nel corso di alcuni studi, è risultato che i livelli plasmatici di adiponectina sono correlati negativamente, oltre che con l’indice di massa corporea e la pressione arteriosacon i livelli glicemici a digiuno, l’insulinemia, l’insulino-resistenza, il colesterolo totale e LDL, i trigliceridi e l’acido urico.

Al contrario, i livelli di adiponectina si correlano positivamente con quelli di colesterolo HDL e con la riduzione del peso corporeo.  Pertanto, per le sue proprietà anti-infiammatorie ed anti-aterogene, l’adiponectina sembra avere un importate effetto protettivo sul rischio cardio-vascolare, ovviamente in presenza del Reale Rischio Congenito di CVD, riconosciuto clinicamente col Segno di Antognetti (Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012). The Role of Inherited Vasa Vasorum Remodeling in QBS Microcirculatory Theory of Atherosclerosis, Journal of Quantum Biophysical Semeiotics. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/ats_theory__qbs.pdf). A livello del cuore, inoltre, agisce come regolatrice del danno cardiaco, grazie ai suoi effetti anti-infiammatori ed anti-rimodellamento ipertrofico.

Per quanto interessa l’applicazione clinica del Test all’Adiponectina nella Diagnosi e nel Monitoraggio clinico SBQ del DM, ricordo che l’adiponectina protegge le cellule beta delle isole di Langherans dall’apoptosi aumentandone il numero, favorisce la produzione di insulina e contrasta efficacemente l’insulino-resistennza (J Biol Chem. 2010 Oct 29;285(44):33623-31. doi: 10.1074/jbc.M109.085084. Epub 2010 Aug 13. Adiponectin-induced ERK and Akt phosphorylation protects against pancreatic beta cell apoptosis and increases insulin gene expression and secretion. Wijesekara N, Krishnamurthy M, Bhattacharjee A, Suhail A, Sweeney G, Wheeler MB).

Da recenti studi risulta che basse concentrazioni di adiponectina sono associate alla predisposizione al diabete indipendentemente dalla secrezione e sensibilità insulinica, Ridotta Tolleranza al Glucosio (IGT), ai livelli di glucosio ematico a digiuno (IFG),  fumo e obesità addominale.

Nel prossimo ed ultimo articolo sull’Adiponectina in Clinica,  descriverò un semplice metodo per diagnosticare e monitorare il DM a partire dai suoi primi stadi senza il ricorso al dosaggio della glicemia, realizzato don il Test dell’Adiponectina endogena

L’adiponectina è una proteina di 244 amminoacidi, appartenente alla famiglia delle adipochine.  E’ sintetizzata dalle cellule del tessuto adiposo, in particolare dagli adipociti bianchi maturi. La sintesi di questa proteina è regolata da un gene (ADIPOQ), specificatamente ed altamente espresso negli adipociti. La sua azione si esercita sulla funzione e struttura di numerosi altri tessuti, tra cui il pancreas endocrino  (Stagnaro S. “Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica dell’Adiponectina nella Sindrome Pre-Metabolica e Metabolica, Classica e Variante”, in rete nel mio sito alla URL http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc).

L’adiponectina, isolata per la prima volta nel 1995, è dosabile nel plasma, dove rappresenta lo 0,01-0,05% delle proteine plasmatiche totali; i suoi livelli oscillano tra i 3 ed i 3o microgrammi/mL di sangue.

A partire dai primi studi condotti su modelli animali, in numerose ricerche  sono emerse le proprietà antiaterogeniche ed antinfiammatorie di questa sostanza. E’ stata inoltre dimostrata una chiara relazione tra i livelli di adiponectina e l’estensione della massa grassa. Paradossalmente, a differenza di quanto scoperto per le altre proteine sintetizzate dal tessuto adiposo, i livelli di adiponectina sono significativamente inferiori negli obesi rispetto ai soggetti normopeso.

Inoltre, nel corso di alcuni studi, è risultato che i livelli plasmatici di adiponectina sono correlati negativamente, oltre che con l’indice di massa corporea e la pressione arteriosa sistolica, con i livelli gligemici a digiuno, l’insulinemia, l’insulino-resistenza, il colesterolo totale e LDL, i trigliceridi e l’acido urico.

Al contrario, i livelli di adiponectina si correlano positivamente con quelli di colesterolo HDL e con la riduzione del peso corporeo. Pertanto, per le sue proprietà anti-infiammatorie ed anti-aterogene, l’adiponectina sembra avere un importate effetto protettivo sul rischio cardiovascolare, ovviamente in presenza del Reale Rischio Congenito di CVD, riconosciuto clinicamente col Segno di Antognetti (Sergio Stagnaro and Simone Caramel (2012). The Role of Inherited Vasa Vasorum Remodeling in QBS Microcirculatory Theory of Atherosclerosis, Journal of Quantum Biophysical Semeiotics. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/ats_theory__qbs.pdf). A livello del cuore, inoltre, agisce come regolatrice del danno cardiaco, grazie ai suoi effetti anti-infiammatori ed anti-rimodellamento ipertrofico.

Per quanto interessa l’applicazione clinica del Test all’Adiponectina nella Diagnosi e nel Monitoraggio clinico SBQ del DM, ricordo che l’adiponectina protegge le cellule beta delle isole di Langherans dall’apoptosi aumentandone il numero, favorisce la produzione di insulina e contrasta efficacemente l’insulino-resistennza (J Biol Chem. 2010 Oct 29;285(44):33623-31. doi: 10.1074/jbc.M109.085084. Epub 2010 Aug 13. Adiponectin-induced ERK and Akt phosphorylation protects against pancreatic beta cell apoptosis and increases insulin gene expression and secretion. Wijesekara N, Krishnamurthy M, Bhattacharjee A, Suhail A, Sweeney G, Wheeler MB).

Da recenti studi risulta che basse concentrazioni di adiponectina sono associate alla predisposizione al diabete indipendentemente dalla secrezione e sensibilità insulinica, Ridotta Tolleranza al Glucosio (IGT), ai livelli di glucosio ematico a digiuno (IFG),  fumo e obesità addominale.

Nel prossimo ed ultimo articolo sull’Adiponectina in Clinica,  descriverò un semplice metodo per diagnosticare e monitorare il DM a partire dai suoi primi stadi senza il ricorso al dosaggio della glicemia, realizzato don il Test dell’Adiponectina endogena

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Semeiotica Biofisica Quantistica: Valutazione del Diabete Mellito tipo 2 SENZA Glicemia.

Senza i valori della glicemia – a digiuno, 3 h. dopo il pasto, durante OGTT e clamp iperinsulinemico-normoglicemico – e dell’Hb-glicata  i “diabetologi”, inclusi gli Autori di Diabetologia Diabetes Care  e i Membri della SID, Società Italiana di Diabetologia,  col solo uso del fonendoscopio non sanno riconoscere i Primi TRE stadi del diabete mellito tipo 2.

Inoltre, se la glicemia del diabetico è mantenuta al momento con la terapia eccezionalmente entro i valori considerati per convenzione normali da una data genia di “diabetologi”, il paziente diabetico NON è più diabetico e quindi è considerato  al riparo dalle “cosiddette” complicazioni micro-macro-vascolari diabetiche, che non sono affatto diabetiche iniziando decenni prima dell’esordio del dismetabolismo diabetico.

In realtà, soltanto pochissimi Medici  lo sanno,   NON esiste la tanto gettonata Microangiopatia Diabetica  (più corretto definirla Istangiopatia Diabetica, ma non bisogna pretendere troppo oggigiorno!), bensì la microangiopatia nel diabetico, intesa come microangiopatia accentuata, aggravata, accelerata MA non causata dal DM.

In realtà,  esiste una sola tipica alterazione  microcircolatoria diabetica, mai osservata nelle altre forme istangiopatiche,  come sosteneva il mio Maestro di Microangiologia-Microcircolazione, il Prof. Sergio B. Curri,  localizzata e ben circoscitta nell’unità microvasclotessutale, che al momento non rivelo anche, ma non solo,  per motivi di suspence.

Di seguito, l’Indice del futuro articolo su Diagnosi e Monitoraggio Clinico Semeiotico-Biofisico-Quantistico del DM tipo 2 SENZA dosaggio della  glicemia,  che  i miei Collaboratori ed io potremo al più presto inviare, su loro richiesta  scritta, naturalmente, al Consiglio Scientifico della SID  ed  al mio Ordine dei Medici di Genova per la pubblicazione:

1) Il Segno di Siniscalchi  nella  Diagnosi Clinica dei Cinque Stadi del Diabete Mellito tipo 2.

2) Il Segno di Bilancini-Lucchi  nella Valutazione Clinica della Glicemia.

3) Il Diagramma dell’UMVT del polpastrello Digitale nella Valutazione Clinica dell’Emoglobina glicata.

4) La Valutazione dei PPARs Epatici nella Diagnosi e nel Monitoraggio terapeutico del DM.

5) La Valutazione Clinica del Disemetabolismo Lipidico nel diabetico, mediante il Riflesso Epato-Gastrico Aspecifico (Una ricerca in fase di conclusione, diretta dal Dr. Davide Mastroianni di Salerno)

5) La Valutazione Clinica della Microcircolazione  nel diabetico: Statosi Epatica, Nefro-Retino-Cerebro-patia dal punto di vista semeiotico-biofisico-quantistico.

6) Valutazione Clinica della Iperstomia Permanente delle AVA nella cosiddetta Istangiopatia “Diabetica”

7)  Il Segno di Antognetti nella Valutazione Clinica dell’Arteriopatia nel diabetico. Compliance arteriosa e anomalie metaboliche delle tre tuniche.

8) Il Segno di Caotino nella Valutazione del Reale Rischio Congenito di CAD ( e di CAD in atto anche se asintomatica!).

9) Valutazione Clinica del DM tipo 2 e della Glicemia  mediante il Riflesso Pancreatico-Epatico .

10) Il Diagramma dell’UMVT del polpastrello Digitale nella Valutazione Clinica dell’Emoglobina glicata.

11) Il fondamentale Ruolo della Valutazione Clinica del Glicocalice delle Cellule Beta delle Isole di Langherans e dei tessuti periferici bersaglio dell’azione insulinica nell’alterato metabolismo glucidico.

12) La Valutazione Clinica del Diabetico con la Diagnostica Psicocinetica

To be continued

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