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Articoli con tag ‘Costituzione Litiasica’

Il Segno di Terziani: Diagnosi Clinica di Microlitiasi Coronarica in 5 sec.

Ho illustrato per la prima volta il Segno di Terziani  a La Spezia nell”Auditorium Torquato Terziani dell’Eurodream, sabato 24 maggio 2014:

Per capire l’importanza pratica del Segno di Terziani  è sufficiente pensare che i migliori Cardiologi del mondo hanno bisogno della TAC spirale a 3D o altre sofisticate metodiche per immagini, perchè sono incapaci di riconscere le microcalcificazioni coronariche e ovviamente di qualsiasi sistema biologico.

E’ noto che il miglioramento della Medicina, fornito dalla tecnologia al suo vertice, fa lievitare le spese del SSN e aggrava lo jatus tra Laureati in Medicina in base all’aggiornamento del Laboratorio e del Dipartimento delle Immagini a loro disposizione.

Nel sano, la pressione manuale di media intensità,  applicata sopra il precordio, dopo un Tempo di Latenza di 8 sec. provoca il Riflesso gastrico aspecifico, la cui Durata (= Riserva Funzionale Microcircolatoria) è < 3 sec.  > 4 sec. : Segno di Terziani negativo.

Al contrario, in presenza di cardiopatia ischemica con microcalcificazini, nelle identiche condizioni sperimentali sopra descritte, dopo 3-4 sec., compare un riflesso gastrico aspecifico, seguito immediatamente dalla Contrazione gastrica tonica di 1/3 dell’intensità del riflesso. Prima che il Tempo di lLatenza raggiunga i fisiologici 8 sec., compare un secondo riflesso gastrico aspecifico, la cui durata è patologica, cioè < di 4 sec., in rapporto alla gravità della sottostante CAD. : Segno di Terziani positivo.

Ovviamente, il Segno di Terziani ermete al Medico in pochi secondi di fare diagnosi di microlitiasi in qualsiasi tessuto: polmone, prostata, pancreas, rene, uretere, vescica urinaria, coleciste, dotto cistico  e coledoco.

La presenza di microlitiasi tessutale è espressione della Costituzione Litiasica e non di cancro in atto, come purtroppo molti radiologi credono, causando terrorismo psivologico: www.sisbq.org e www.semeioticabiofisica.it

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Lithiasis Quantum Therapy. Lezione N. 6. Ematuria da calcolo, cancro, o cistite emorragica?

L’ematuria  macro- e microscopica è un evento frequentemente osservato nella pratica medica e motivo d’intensa preoccupazione per il paziente, specialmente quando è macroscopica.

Spesso è riconosciuta per la prima volta durante un esame delle urine, richiesto per motivi vari, lavorativi, assicurativi o nel corso di indagini per la diagnosi per altre patologie. L’ematuria può essere isolata oppure associata a proteinuria e cilindruria.

Inoltre, il fenomeno può essere intermittente o permanente. Notoriamente, si riscontrano eritrociti nel sedimento urinario di soggetti sani: ogni giorno sono eliminati fisiologicamente almeno un milione di globuli rossi con le urine.

Si parla di ematuria microscopica quando in un campo ad alto ingrandimento di un campione urinario, dopo centrifugazione, si osservano più due o tre eritrociti.

Il colore rosso delle urine non sempre indica ematuria: farmaci, coloranti e cibo possono esserne la causa.

Le strisce colorate, generalmente utilizzate bed-side, mettono in evidenza la presenza di emoglobina nell’urina. Pertanto, la loro positività deve essere confermata dalla presenza di eritrociti nel sedimento in un numero superiore  a quello fisiologico, in quanto la mioglobinuria da rabdomiolisi provoca il colore verde che indica “sangue” nelle comuni striscie.

Infine, ricordo che la vitamina C, se assunta ad alte dosi, può essere causa di falsi risultati.

E’ importante distinguere le ematurie dolorose, di solito causate da urolitiasi, abbondante perdita ematica renale (tumore:  un caso osservato personalmente), infarto renale e infezione delle vie urinarie da quelle non dolorose, che indicano in genere una malattia renale primaria, specie se accompagnata da intensa proteinuria, rene policistico, lesione post-traumatica, infezioni (TBC) o malattie del canale urinario, come un tumore della vescica.

Le cause di ematuria possono essere: renali ed extra-renali.

Tra le cause renali bisogna avere in mente due categorie: cause parenchimali renali da affezioni glomerulari e da affezioni tubulo-interstiziali.

Per quanto riguarda le cause extra-renali, esse possono essere affezioni dell’apparato urinario o non correlate ad esso, come l’appendicite acuta.

Per quanto ci interressa, è sufficiente considerare che il primo problema da risolvere in presenza di una ematuria è la sede di origine del sangue e, successivamente, accertarne la natura: infiammatoria-infettiva, litiasica, sistemica o neoplastica.

Non prendiamo in considerazione l’importanza della raccolta attenta ed accurata della  anamnesi che svolge un ruolo di primo piano nella diagnosi clinica, perché certamente ben nota al lettore, che dovrà assicurarsi di essere veramente  di fronte ad un caso di ematuria.

Infatti, una colica renale, una infezione streptococcica, un recente trattamento specialistico urologico per neoplasia vescicale, orienteranno la diagnosi.

L’obiettivo primario, pertanto, dal punto di vista semeiotico-biofisico-quantistico in un paziente con ematuria, specie se macroscopica, è quello di individuare affezioni potenzialmente gravi, come i tumori renali e le glomerulonefriti, per poter indirizzare tempestivamente il malato allo specialista ed iniziare al più presto il trattamento opportuno.

Per ritornare brevemente all’anamnesi, essa ci informa se l’ematuria è presente all’inizio o solo alla fine della minzione, se è accompagnata da dolore, da pollachiuria e nicturia.

A questo punto tracciamo l’ iter diagnostico semeiotico-biofisico-quantistico che, se è accuratamente eseguito, consente al medico quasi sempre in modo rapido di porre una diagnosi clinica, successivamente corroborata dalla semeiotica per immagini, dal laboratorio e dall’eventuale esame istologico.

Prima di tutto è necessario stabilire la sede dell’ematuria, cioè la sua origine renale, ureterale, vescicale, prostatica o uretrale.

In un secondo tempo, bisogna definire la diagnosi etiologica, escludendo prima di tutto il tumore, cioè eliminando il Terreno Oncologico o meglio Il Reale Rischio Congenito di cancro urinario.

Dico subito che una  sofferenza renale, anche se in maniera aspecifica, è rivelata dal test della minzione simulata: la comparsa del riflesso gastrico aspecifico dopo tempo di latenza di 3 sec. (NN = 8 sec.) evidenzia una sicura patologia renale.

Accanto a ciò, la comparsa del caratteristico riflesso ureterale litiasico depone per la presenza di calcoli in una sede della trafila urinaria. Ad ogni modo, la presenza del riflesso ureterale “in toto” simultaneo al pizzicotto “intenso” di un qualsiasi trigger point renale indica la presenza di una patologia della trafila urinaria, da diagnosticare con precisione mediante i segni semeiotico-biofisico-quantistici caratteristici.

La CGT, dopo un riflesso gastrico aspecifico di breve durata, invece, è tipica del tumore, ed è sempre preceduta fin dalla nascita  dal Terreno Oncologico e dal relativo Reale Rischio Congenito di cancro delle vie urinarie.

Per quanto si riferisce all’esame del rene, si valuta subito la sua proiezione mediante la percussione ascoltata, che può essere perfettamente normale o mostrare delle irregolarità (tumore, cisti). Nelle frequenti cisti renali, la pressione di media intensità sopra il rene, magari mediante il tamburo del fonendoscopio, provoca la triade cistica (= riflesso gastrico aspecifico, ureterale in toto ed esofageo con sollevamento dell’angolo di His), mentre la pressione lieve-moderata consente di  evidenziare l’inattivazione microcircolatoria tipica: Al + Pl nella vasomotility e nella vasomotion renali mostrano la durata a riposo di 5 sec. (NN = 6 sec.).

A questo punto, si traccia, magari mentalmente, il diagramma renale, che offre dati preziosi: il diagramma normale permette di escludere una locale patologia; un diagramma con fase C aumentata (=aumento volumetrico) depone per l’attivazione microcircolatoria da definire (tipo I, II, III); la prevalenza della fase D (= decongestione del rene) parla in favore di una disattivazione microcircolatorio, come si osserva nella fase acuta di un rene colpito da colica.

A questo proposito, ricordo che il rene “sano”, fino allora sede di attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, in presenza di colica renale controlaterale, una volta cessato l’episodio doloroso per l’eliminazione del calcolo, entra in una condizione di disattivazione microcircolatoria, compensatoria, in cui la fase AL + PL è di 5 sec. In questo momento è il rene controlaterale, prima colpito, che mostra attivazione microcircolatria tipo I, in presenza di un “normale” uretere  fisiologicamente reattivo agli stimoli noti, ad indicare la reale situazione dei reni e la esatta localizzazione della pregressa colica.

La valutazione degli ureteri, statica e dinamica, è resa possibile dalla loro proiezione cutanea mediante la pecussione ascoltata: ureteri di calibro normale e con riflessi reno- e cutaneo-ureterali fisiologici consentono di escludere una patologia locale. Utili dati si ottengono come sempre con il precondizionamento.

A questo punto, bisogna ricordare che talvolta un piccolo calcolo si può stabilire nel meato ureterale inferiore, senza ostacolare il passaggio delle urine. I riflessi noti appaiono del tutto normali con l’eccezione della pressione diretta sopra la proiezione del calcolo: in pratica sopra il pube a ds o sn, in rapporto alla sede della litiasi. Immediatamente l’uretere omolaterale si dilata intensamente.

Aiuta a riconoscere la presenza della litasi, di fronte all’apparente normalità dell’indagine “statica”, accuratamente condotta, la positività del test della “minzione simulata”, che deve essere motivo per la ricerca completa della sicura urolitiasi. Noi ricordiamo, nella nostra esperienza, soltanto due casi di calcoli annidati a livello dello sfintere ureterale inferiore, senza provocare fenomenologia clinica.

La valutazione della vasomozione ureterale segue ovviamente il procedimento più volte illustrato per altri organi e visceri.

L’indagine semeiotico-biofisica della  vescica urinaria è veramente ricca di dati affidabili, ricercati in breve tempo, che informano sulle condizioni parietali di questo viscere, sede di malattie con cui il medico è frequentemente confrontato. Vale la pena di ricordare che nella vescica, come in qualsiasi altro tessuto, malattie differenti possono coesistere, collegate o meno le une alle altre.

Il riflesso cutaneo-gastrico aspecifico, causato dal pizzicotto persistente della cute subito sopra e a ds. e sn. della sinfisi pubblica, appare fisiologicamente dopo 6 sec. In presenza di malattia vescicale il tl scende a < 6sec., dura > 4 sec. con un tl differenziale  < 3sec.: diminuzione dell dimensione frattalica vescicale.

In caso di tumore vescicale (sempre preceduto dal terreno oncologico) il riflesso gastrico aspecifico con tl di 3 sec. e identica durata, è seguito dalla CGt, espressione della sindrome autoimmune locale durante stimolazione dei trigger-points della vescica urinaria. Infine, in caso di calcoli endovescicali (V. Caso 17, Parte Quarta) il pizzicotto persistente a livello di trigger-points vescicali evoca il caratteristico riflesso “litiasico” ureterale.

L’indagine della prostata, basata sui riflessi prostata-gastrico aspecifico, -ureterali e ciecale, durante stimolazione con pizzicotto medio-intenso persistente dei relativi trigger-points, permette di riconoscere ogni forma di patologia prostatica. Per la prima volta clinicamente si riconosce la presenza di calcificazioni prostatiche anche minime, mediante il tipico riflesso ureterale “litiasico” e, per quanto concerne le piccole formazioni cistiche prostatiche – tutt’altro che rare – la loro diagnosi è facilmente attuata sulla base della sindrome cistica nelle stesse condizioni di stimolazione dei relativi trigger-points.

Infine, la valutazione del’uretra, molto facilmente eseguibile nell’uomo, ma anche nella donna si fonda sui dati dei riflessi uretra-gastrico aspecifico,-ciecale ed –ureterale.

La esecuzione del precondizionamento dei vari settori della trafila urinaria offre un notevole contributo diagnostico nei confronti di malattie di qualsivoglia tratto dell’apparato in discussione.

In realtà, lo studio semeiotico-biofisico dell’apparato urinario ha raggiunto risultati veramente eccellenti al confronto con quelli della semeiotica ortodossa. Basti pensare alla povertà di quest’ultima, che non consente affatto al medico, il più esperto possibile, di affermare se in un dato individui ci sono due reni o uno soltanto, come accade in certe malformazioni congenite. Ricordo che ai tempi della università la manovra di Giordano recitava (e recita ancora oggi, purtroppo) un ruolo di primo piano, quando tutti i medici sanno che un processo artrosico lombo-sacrale può facilmente indurre in errore chi non conosce la originale semeiotica.

Se rileggiamo quanto sta scritto nel capitolo della urolitiasi ci rendiamo perfettamente conto del senso e del significato della valutazione, statica (rene da stasi) e dinamica (diagramma renale o renogramma, realizzata in pochi minuti con l’impiego della Semeiotica Biofisica.

Accanto a ciò, l’applicazione del precondizionamento in un giovane con o senza famigliarità litiasica, portatore della forma “variante” della sindrome di Reaven (conditio sine qua non della litiasi), permette di prevedere con decenni di anticipo la possibilità di soffrire di calcoli renali o rischio reale di urolitiasi, quando i parametri di questo metodo peggiorano: tl di base del riflesso rene-gastrico aspecifico 8 sec., fisiologica, ma con durata patologica, > 4 sec., e tl differenziale £ 3 sec. La ripetizione del riflesso, con intervalli di 5 sec., mostra o la persistenza di questi valori parametrici (rischio lieve) oppure un loro netto peggioramento (rischio intenso, in rapporto inverso all’accorciamento del tl, per esempio), ad indicare che il rene potrà sviluppare calcoli, suggerendone il grado di probabilità.

Talvolta, entrambi i reni mostrano la tendenza alla litiasi, mentre in molti casi questa è monolaterale, ed è sorprendente vedere l’espressione del volto del paziente quando ascolta la previsione del medico, che lo visita per la prima volta e riconosce il rene che in passato ha già formato il calcolo.

Per restare alla valutazione semeiotico-biofisica di questa patologia, il monitoraggio terapeutico della litiasi renale è veramente utile al letto del malato: sono molti i casi di calcoli da noi seguiti nel loro, più o meno lento, passaggio dal rene alla vescica, prima di essere espulsi. Ricordiamo il caso di un giovane, la cui sofferenza cessò improvvisamente allorchè il calcolo, fino ad allora fermo a livello dello sfintere ureterale inferiore, passò in vescica e l’uretere, sebbene dilatatato, non era più trigger-point del tipico riflesso “litiasico”: invitato il paziente ad urinare “prevedemmo” la presenza del calcolo nel campione d’urina; e così avvenne, lasciando paziente e familiari, che non ci conoscevano, in una piacevole ed attonita situazione di sorpresa.

Infine, è bene sapere che se oggi la Semeiotica Biofisica, utile realtà per tutti i medici, in quanto il suo impiego richiede soltanto la disponibilità di un semplice fonendoscopio, ha originato la Microangiologia Clinica, questo evento epocale, reso noto alla classe medica attraverso numerose pubblicazioni, è la diretta conseguenza della scoperta dei cosiddetti riflessi ureterali, che il lettore ormai conosce ed auspicabilmente impiega agevolmente.

In altre parole, l’applicazione dell’originale semeiotica fisica alle vie urinarie ha portato grandi risultati non soltanto nella diagnostica, ricerca e monitoraggio di questo sistema biologico – fatto certamente degno di essere sottolineato – ma soprattutto ha aperto nuovi orizzonti d’indagine clinica, il cui confine noi non siamo attualmente in grado di prevedere.

Concludo questa Lezione confermando che la gioia per il lavoro compiuto e il godimento spirituale raggiungeranno la massima vetta il giorno in cui – in qualche modo misterioso – verrò a sapere che altri dopo di me avranno contribuito allo sviluppo della Semeiotica Biofisica Quantistica

 

 

Lithiasis Quantum Therapy. Lezione N. 6: Verso la Fine dell’Era Litiasica. Spiegazione del Ritardo.

Cari Lettori-Amici,

nei giorni scorsi,  anche su Facebook, vi avevo anticipato  il tema della Lezione N. 6  della serie Lithiasis Quantum Therapy: Verso la Fine dell’Era Litiasica.

Lo ammetto: è una affermazione decisamente coraggiosa, da parte mia, ed inquietante per i “Professori” e soprattutto per i Produttori di farmaci antipastici, antidolorifici, urolitici, antinfiammatori, reattivi per il Laboratorio, e anche  per gli industriali che forniscono LITOTRITORI, Ecografi, Macchine per la TAC e la RNM, e per coloro che vivono intorno a loro.

Un famoso “Professore”, così mi hanno rifferito,  udito la scandalosa notizia,  ha riso a bocca spalancata in presenza dei suoi collaboratori shierati in doppia fila, che ovviamente ridevano, apparentemente compiaciuti, ma in verità  per motivi di carriera: “E’ uno che non capisce niente, uno che parla alvento”.

Eppure il “Professore”  hon ha mai conosciuto mia moglie e i miei parenti!

Il motivo del ritardo nella pubbliczione della Lezione N.6 è dovuto al fatto che ieri, 11 Aprile 2012,  gli Editori di una famosa peer-reviews europea hanno provveduto a presentare loro stessi, in mia vece (80 anni, con ridotta plasticità neuronale e neuroni ridotti di numero, ignorante del funzionamento del computer, e di altro ancora) un mio manoscritto, che avevano già letto ed apprezzato evidentemente,  in una precedente  mail.

Non solo questo;   hanno trasformato pure  il mio manoscritto da  WORD  in  PdF (non chiedetemi cosa significa!).

In considerazione di questo atteggiamento  nei miei confronti, mai sperimentato finora in Patria,  ho pensato di inviare a questi Signori Editori, come segno della mia gratitudine, in via CONFIDENZIALE, il manoscritto italiano  di “Towards the End of  Lithiasic Age”.

Se l’argomento interessa  gli Editori, ho scritto di essere ben disposto a inviare loro un articolo che, more solito, compilerà il mio prediletto Co-Autore ed Erede spirituale –  con Mario Siniscalchi, Cardiologo del Cardarelli, di Napoli –  il dottor Simone Caramel, Presidente della SISBQ www.sisbq.org.

Come si sa, i Maestri, anche se non  “Professori”,   non fanno altro che apporre la loro firma sugli articoli scritti dai discepoli,  ed è un  bene  per l’Umanità sofferente.  Infatti, si evitano  in tal modo  gravi  conseguenze, dovute alla senescenza cerebrale, talvolta precoce, sempre preceduta dal Brain Disorder Inherited Real Risk: Sergio.   Inherited Real Risk of Brain Disorders. www.plos.org, 24 July 2009.  http://www.plosone.org/article/comments/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0006354;jsessionid=9AC82C42FA9F57C913844806BF96DDC1;

Simone Caramel and Sergio Stagnaro. Clinical QBS Diagnosis and Primary Prevention of Brain Disorder ‘Inherited Real Risk’ and Alzheimer Disease. Journal of Quantum Biophysical Semeiotics. 5 August, 2011. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/alzheimer_primaryprevention.pdf

A questo punto, non ci resta che aspettare la risposta degli Editori.

Nel frattempo, chiunque,  inclusi i “Prodessori”,  lo richiederà a   info.sisbq@gmail.com  riceverà in Allegato le indicazioni terapeutiche per eliminare sia la Costituzione Litiasica sia il Reale Rischio Congenito di Litiasi, per esempio,  nel rene, vescica biliare, ghiandole salivari, eccetera, evitando ulteriori coliche litiasiche…

Per ottenere quanto sopra, unica condizione è la libera, GRATUITA, iscrizione al III Convegno Internazionale della SISBQ a Porretta Terme, 9-10 Giugno 2012.

 

 

Lithiasis Quantum Therapy. Lezione N. 5. Diagnosi Clinica di Calcolosi e Diverticoli della Vescica Urinaria

Al letto del malato, il riconoscimento di diverticoli e/o calcoli della vescica urinaria, impossibile con l’aiuto della semeiotica fisica accademica, è realizzato oggi dall’indagine semeiotica per immagini (ecografia, cistoscopia, TAC, RNM), generalmente nel corso di accertamenti richiesti per la diagnosi di altre patologie.  In altre parole, si tratta di una diagnosi fatta finora quasi sempre casualmente. La diagnosi di diverticoli e/o calcoli della vescica urinaria fa parte, senza alcun dubbio, del dominio della Semeiotica Biofisica Quantistica.

Esistono  numerosi segni semeiotico-biofisico-quantistici che consentono rapidamente e facilmente di riconoscere bed-side entrambe queste patologie, spesso associate tra loro, per lo più clinicamente silenti per molto tempo, e di indirizzare quindi  il paziente all’indagine strumentale in modo tempestivo e razionale.

Naturalmente, la validità di un metodo lascia inalterato tutto il valore diagnostico del “pensiero clinico”, noto come occhio clinico, nel senso che per poter giungere correttamente ad una diagnosi è necessario innanzitutto “pensare” alla possibilità di quella diagnosi.

Non esistono diagnosi facili e difficili, ma diagnosi che  il medico prende in considerazione, oppure trascura, durante l’iter diagnostico, se ovviamente dispone di un efficace strumento clinico diagnostico. (V. mio sito, www.semeioticabiofisica.it).

Sindromi, manovre e segni semeiotico-biofisici indispensabili per riconoscere diverticoli e calcoli della vescica urinaria.

Nell’interesse del lettore di seguito sono elencati le sindromi, le manovre ed i segni semeiotico-biofiso-quantistici, necessari per porre al letto del malato diagnosi fino ad oggi impossibili sulla base dei dati della semeiotica  fisica tradizionale ed accademica.

Inoltre, bisogna ricordare che si tratta di malattie più frequenti di quanto generalmente ammesso. Il fatto è dovuto alla mancata diagnosi nella maggior parte dei casi. 

Nell’esame obiettivo semeiotico-biofisico-quantistico di un paziente, di cui magari sono già noti urolitiasi e/o diverticoli della vescica urinaria, ancorché asintomatici, accertata la presenza della 1) Sindrome Metabolica variante, fondata sulla Costituzione Litiasica  (5, 6), conditio sine qua non della litiasi in qualsiasi sede, per esempio, colecisti, pancreas, prostata, mammelle, pareti arteriose, è necessario applicare subito, di routine, 2) il test della minzione simulata (= il p. spinge come per urinare): in caso di urolitiasi del tratto urinario appare immediatamente il riflesso patologico ureterale “in toto”, dilatazione del III inferiore dell’uretere, il riflesso ciecale ed il riflesso gastrico aspecifico (= sindrome sbq cistica) con intensità > 2 cm., attuati “velocemente” in 1-2 sec., che subito dopo si riducono di un terzo della iniziale intensità: tipico riflesso litiasico (Tab.1).

ITER DIAGNOSTICO DELL’UROLITIASI E/O  DIVERTICOLI DELLA VESCICA URINARIA.

SINDROME METABOLICA “VARIANTE” (costituzione litiasica)

TEST DELLA MIZIONE SIMULATA

RIFLESSO VESCICA-GASTRICO ASPECIFICO “LITIASICO”

RIFLESSO VESCICA- URETERALE in toto “LITIASICO”

RIFLESSO VESCICA-CIECALE “LITIASICO”

PRECONDIZIONAMENTO VESCICALE

VASOMOTILITY E VASOMOTION VESCICALI

 

Tab.1

Il Segno di Pollio (12) e il  test della minzione simulata di per sé permettono di porre la generica diagnosi di calcoli nelle vie urinarie, ancorché silenti, senza poter permettere, ovviamente, di localizzare la sede del calcolo, accertata e corroborata successivamente da altri e numerosi dati semeiotico-biofisico-quantistici(V. avanti).

Per questi ed altri motivi, che dimostrano la sua ricchezza di informazioni, è consigliabile, a mio parere, che il test della minzione simulata, di semplice e rapida applicazione, diventi parte del comune esame obiettivo.

Per riconoscere e valutare, poi, la sede vescicale del calcolo, sono essenziali i dati offerti dai 3) riflessi vescica-gastrico aspecifico (Fig.1) e/o 4) -ureterale “in toto” e 5) –ciecale di tipo “litiasico”, che sicuramente permettono al medico di precisare il tratto urinario sede del calcolo e/o del diverticolo: pressione o pizzicotto prolungato dei trigger points vescicali (= proiezione cutanea della vescica). Per ulteriori informazioni di natura tecnica, V. la Pagina Tecnica N° 5 nel sito citato.

 

Fig 2

Riflesso Gastrico Aspecifico.

Nello stomaco il fondo ed il corpo sono dilatati, mentre il giunto antro-pilorico si contrae. Di questo riflesso bisogna valutare il tempo di latenza (tl), la durata (D) e la durata della scomparsa (tempo di latenza differenziale) perché sono ricchi di informazione.

 

E’ di fondamentale importanza attirare, ancora una volta, l’attenzione del lettore sull’importanza della “intensità” della stimolazione dei “punti grilletto” in tutta Semeiotica Biofisica e, in particolare, nella indagine  delle patologie renali, dove possono coesistere, calcolo(i) ed  ectasia(e) calicina(e), per ovvii motivi legata(e) all’ostruzione delle vie urinarie intra-renali (sindrome dell’ostruzione urinaria alta) con possibile diagnosi “incompleta”.

La differente intensità di stimolazione dei trigger-points, consente, fortunatamente, il rilievo clinico di entrambe le patologie, indipendentemente dalla loro gravità; l’intensità dei segni semeiotico-biofisici sono correlati direttamente alla gravità della malattia di base, rivelandosi dotati di valore quantitativo.

A questo proposito, non pensi il lettore che i termini come stimolazione ”lieve, media, medio-intensa, intensa” ecc., con cui viene definita l’intensità della stimolazione dei trigger-points, sia “qualitativa” e, quindi, priva di scientificità, poichè uso intenzionalmente termini semplici, per fini pratici, sapendo, tuttavia, che ad ognuno di essi corrisponde un preciso evento biologico-molecolare, estrinsecantisi sul piano microcircolatorio (V. il sito

www.semeioticabiofisica.it/microangiologia).

La pressione “lieve” sopra i trigger-points, per esempio, reno-ureterali, stimola soltanto capillari ed arteriole, secondo Hammersen quella “media” i DEB o Dispositivi Endoarteriolari di Blocco, ed infine la pressione ”intensa” attiva le AVA tipo II, gruppo B, secondo Bucciante, provocando i caratteristici riflessi ureterali.

In sintesi, preferisco usare termini solo apparentemente “qualitativi”, ascientifici, soggettivi, vaghi, per motivi esclusivamente didattici, ma consapevoli che si tratta di una terminologia che rispetta completamente i canoni scientifici, come abbiamo riferito nei dettagli nel volume Introduzione alla Semeiotica Biofisica, (in stampa).

Per tornare al nostro argomento, ricordo che in rarissimi casi, di fronte ad un test della minzione simulata positivo per urolitiasi, talvolta non è possibile, poi, evidenziare questa patologia né a livello renale né ureterale. Detto altrimenti, il calcolo c’è ma non si riesce a documentare, localizzandolo con precisione.

In questa particolare ed infrequente circostanza, esclusa un calcolo endovescicale e/o  una calcificazione prostatica – eventi tutt’altro che rari, di seguito illustrati in modo approfondito – si può trattare di un piccolo calcolo incuneato a livello di un orifizio ureterale inferiore (dove può rimanere anni, senza causare alcun disturbo: un recente caso personale, in individuo che rifiutò l’intervento in endoscopia), senza ostruzione della via urinaria e, quindi, senza causare una uropatia ostruttiva alta, facilmente riconosciuta con la Semeiotica Biofisica,  diagnosi successivamente corroborata dalla ecografia e dalla TAC.

 Soltanto la pressione digitale o col tamburo del fonendoscopio, applicata in modo mirato subito sopra e a sn o a ds della sinfisi pubica, scatena il riflesso ureterale “litiasico” gastrico aspecifico e ureterale “in toto”  (Fig.2).

 

Fig. 2

Pertanto, è consigliabile la ricerca di questo segno in un paziente con test della minzione simulata positivo per litiasi prima di escludere una malattia litiasica in un paziente ancorchè asintomatico (V. Glossario nel sito citato).

E’ bene ricordare che il calcolo può essere al momento giunto nella vescica urinaria, evento certamente più frequente di quanto generalmente ammesso, a causa della povertà della semeiotica fisica tradizionale. In questa situazione il test della minzione simulata risulta ovviamente positivo, mentre altri riflessi (rene-ureterale, -gastrico aspecifico, -ciecale, valutazione della eritropoietina endogena) sono del tutto normali, consentendo al medico di riconoscere per la prima volta bed-side questa patologia tuttaltro che rara.

Quando esiste il sospetto di un calcolo in vescica, è necessario ricercare i riflessi vescicale-gastrico aspecifico, ureterale “in toto”, ciecale,  che risultano  patologici, corroborando la diagnosi di calcolosi della vescica urinaria  (V. Avanti).

Il test della minzione simulata, successivamente impiegato nel paziente che ha assunto la posizione supina, valutato utilizzando l’uretere controlaterale, mostra il tipico carattere della litiasi. A questo punto si procede con la percussione ascoltata delle vie urinarie, naturalmente “per via anteriore”, che conferma l’ectasia del bacinetto renale e, quindi, del rene, e l’eventuale uropatia ostruttiva alta al di sopra della localizzazione ureterale del calcolo.

Naturalmente, il precondizionamento semeiotico-biofisico del rene malato dà esito nettamente patologico, che può essere riscontrato anche  a livello del controlaterale (con minore intesità) nel caso sia predisposto a litiasi o sia stato colpito in passato da litiasi: rischio “reale” di litiasi renale. In pratica, si valuta il tempo di latenza (tl: NN = 8 sec. esatti) del riflesso rene e uretere –gastrico aspecifico di base e dopo esattamente 5 sec. dalla fine della prima valutazione. Nel sano, il tempo litiasi è aumentato (³ 10 sec.) dopo il precondizionamento, mentre in caso di patologia renale e/o ureterale appare ulteriormente ridotto.

            Diagnosi dei diverticoli e dei calcoli vescicali.

Da quanto precede si comprende che, con l’aiuto dell’originale semeiotica fisica, si possono porre bed-side diagnosi che anche nei reparti ospedalieri e nelle cliniche universitarie sono rese possibili soltanto dalle semeiotiche sofisticate, e non certamente dall’abilità semeiotica-fisica dei medici. Si tratta quasi sempre di  patologie del tutto inattese, come quelle discusse nel presente lavoro, riconosciute esclusivamente dall’indagine strumentale sofisticata, se il medico ovviamente non conosce la Semeiotica Biofisica.

In caso di calcoli vescico-urinari, in genere originati nel rene e migrati nel viscere, dove possono eccezionalmente raggiungere notevoli dimensioni (casi osservati personalmente), la stimolazione dei trigger-points cutanei della vescica, di ds o di sn, in rapporto alla localizzazione del calcolo, mediante pizzicotto prolungato di “media” intensità, applicato sopra e ai lati della sinfisi pubica, provoca il riflesso ureterale “in toto”, tipico della litiasi (= dilatazione intensa e veloce, 1-2 sec., dell’uretere con  successiva e immediata riduzione di un terzo del valore massimo, appena raggiunto), il riflesso gastrico aspecifico – patologico – dopo tl di 3 sec. e la colecistocontrazione.

Al contrario, il pizzicotto di “lieve” intensità causa i tre riflessi ureterali, fluttuanti, alla base della valutazione clinica della vasomozione locale: in questa condizione l’attività motoria microcircolatoria è chiaramente ridotta con oscillazioni arteriolari (= riflesso ureterale superiore) di 0,5 cm. d’intensità sia nella vasomotility sia nella vasomotion, tutte identiche con periodi di 10 sec., con Fase AL + PL di appena 5 sec. e trasformazione di Fourier del tipo “a colonna vicina”, per cui la dimensione frattalica del caos deterministico di queste fluttuazioni microvasali scende a 1,5 circa (NN = 3,8; V sito:

www.semeioticabiofisica.it/microangiologia).

Per quanto riguarda i diverticoli vescico-urinari, lo stimolo “intenso” (diagnosi differenziale con i calcoli vescicali) dei trigger-points cutanei vescicali provoca la comparsa della sindrome cistica (= riflesso gastrico aspecifico, esofageo ed ureterale), mentre il pizzicotto, “lieve” e prolungato, dei trigger-points rende agevole la valutazione della locale vasomotility e della vasomotion, che mostrano i caratteri, sopra descritti, della riduzione del flusso microcircolatorio a livello diverticolare, espresso geometricamente nel tipo “a colonna vicina” della trasformazione semeiotico-biofisica di Fourier (V. il sito appena citato).

In caso di diverticolite, infine, accanto ai segni della diverticolosi (sindrome cistica) si osservano quelli microangiologici-clinici dell’attivazione microcircolatoria associata, tipo I, auspicabilmente noti al lettore, caratterizzati dalla trasformazione di Fourier “a colonna lontana”, accanto ai numerosi segni semeiotico-biofisici dell’infiammazione: Sindrome di Iperfunzione Reticolo-Istiocitaria (4, 10), Sintesi Anticorpale Acuta (11), Proteine della Fase Acuta, ecc. (V. Appendicite in Pagine Pratiche, www.semeioticabiofisica.it)

Bibliografia.

1) Stagnaro S. Vecchio e Nuovo nella Scienza. Tempo Medico. 315,16,67, 1989.

2) Stagnaro S. Nuovi Aspetti di Semeiotica Medica. Ed. La Tipocromo Milano, 1978.

3) Stagnaro S. Rivalutazione e nuovi sviluppi di un fondamentale metodo diagnostico: la percussione ascoltata Atti Accademia Ligure di Scienze e Lettere. Vol. XXXIV, pg. 176-192, 1978.

4) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Herpes Zoster. Min. Med. 78, 1404, 1987 (Pub-Med indexed for Medline).

5)  Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. La “Costituzione Colelitiasica”: ICAEM-a, Sindrome di Reaven variante e Ipotonia-Ipocinesia delle vie biliari. Atti. XII Settim. It. Dietol. 20, 239, 1993.

            6)  Stagnaro S.-Neri M., Stagnaro S. Sindrome di Reaven, classica e variante, in evoluzione diabetica. Il ruolo della Carnitina nella prevenzione del diabete mellito. Il Cuore. 6, 617, 1993 (Pub-Med indexed for Medline)

7) Stagnaro S. Ipercolesterolemia e Coenzima Q10. The Pract. Ed. It. 133, 5-6, 1990.

8) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Carenza di Co Q10 secondaria a terapia ipolipidemmizante diagnosticata con la Percussione Ascoltata. Settimana Italiana di Dietologia, 9-13 Aprile 1991, Merano. Atti, pg. 65. Epat. 37, 17, 1990.

9) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Sindrome clinica percusso-ascoltatoria da carenza di Co Q10. Medic. Geriatr. XXIV, 239, 1993.

10) Stagnaro S., Sindrome percusso-ascoltatoria di Iperfunzione del Sistema Reticolo-Istiocitario. Min. Med. 74, 479, 1983 (Medline)

11) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Semeiotica Biofisica del torace, della circolazione ematica e dell’anticorpopoiesi acuta e cronica. Acta Med. Medit. 13, 25, 1997.

12) Stagnaro Sergio. Pollio’s Sign* in bedside Recognizing renal Cancer, since its initial Stage of Inherited, Oncological Real Risk. Sunday, March 22, 2009 http://sciphu.com/

Lithiasis Quantum Therapy. Lezione N. 3. La Percussione Ascoltata dei Reni e Ureteri nella Diagnosi di Costituzione Litiasica. La Vasomozione.

Per meglio comprendere  quanto segue, consiglio al Lettore di visitare il sito  www.semeioticabiofisica.it  a Pagina Tecnica N 5,

Semeiotica Biofisica Quantistica, e vedere  il Video alle URL

Nella diagnosi di tutte le Costituzioni, inclusa quella litiasica, e dei relativi Reali Rischi Congeniti, è  di primaria importanza la conoscenza della percussione ascoltata (P.Asc.) dei reni ed ureteri. Infatti, il medico può in un secondo riconoscere la presenza dei Dispositivi Endoarteriolari di Blocco, fisiologici e patologicieseguendo la P.ASC. degli ureteri.

La percussione ascoltata dei reni e degli  ureteri può essere attuata in due differenti modi: A) per via posteriore, consigliabile a chi non possiede ancora la sufficiente esperienza, e B) per via anteriore, molto più pratica, da me adottata. La prima modalità, infatti, particolarmente utile nella sua “variante” per valutare la vasomozione ed il volume renale, può servire per reperire successivamente la sede dell’addome su cui collocare il tamburo del fonendoscopio (tf), e poter eseguire la P. Asc. per via anteriore   (Fig. 1).

 

Fig. 1

La figura indica la corretta posizione del tf e le linee lungo le quali applicare la percussione, come sempre direttamente e dolcemente, per eseguire la P. Asc. dei reni ed ureteri per via anteriore.

 

A) P. Asc. dei reni e degli ureteri per via posteriore. Una interessante “variante”.

Posto il tf. sopra l’angolo costo-vertebrale ds. e, rispettivamente, sn. di un individuo supino e psico-fisicamente rilassato, in pratica sopra la loggia renale, il medico applica la percussione, diretta e dolce, delicata, sopra la cute dell’addome lungo linee radiali e centripete, procedendo dall’epigastrio, dall’ipocondrio, dal fianco ed infine dalla fossa iliaca omolaterali verso un punto dell’addome corrispondente alla proiezione del tamburo del fonendoscopio. Quando la percussione cade direttamente sopra la proiezione cutanea, anteriore, del rene, il suono è percepito nettamente modificato: prima chiaro, timpanico e debole quando le onde sonore attraversano i visceri gastro-intestinali, il suono percussorio diventa intenso, ipofonetico, “come se nascesse vicino all’orecchio di chi ascolta”, allorchè le onde sonore, perpendicolari alla superficie addominale se la intensità della percussione è “lieve”, cioè applicata ad arte,  incontrano il rene.

Interessante e, quindi, consigliabile è la “variante” della P.Asc. del rene per via posteriore, col paziente seduto sopra il lettino con le gambe penzoloni, come  efficacemente descritto in manuali antichi, ma di grande valore ed attualità per il medico di oggi.

Questa applicazione, a mio parere, dovrebbe far parte del comune esame obiettivo per la ricchezza di informazioni fornite.

B) P.Asc. dei reni e degli ureteri  per via anteriore.

Col tf collocato sopra il fianco (= parte esterna dei quadranti addominali, lungo la linea ascellare anteriore) ds. e poi, sn. oppure utilizzando i punti di repere ottenuti come  descritto in A), si percuote secondo le ormai note modalità, cioè direttamente sulla cute con estrema dolcezza, seguendo le linee sopra descritte (Fig. 1). Come  dimostra la delimitazione renale per via posteriore, il tf risulta collocato sopra la proiezione cutanea del bacinetto renale omolaterale.

La via anteriore, più pratica della posteriore, è indispensabile per la successiva esecuzione della P.Asc. degli ureteri.

Ricordo che i reni oscillano fisiologicamente 6 volte al minuto, con un periodo variabile da 9 sec. a 12 sec., media 10,5 un numero frattale. L’intensità delle fluttuazioni è comprese tra =,5 e 1,5 cm., misura convenzionale.

Per la precisa definizione del decorso ureterale, col tf  collocato come  descritto sopra, si percuote delicatamente e direttamente la cute addominale col dito medio leggermente piegato a modo di martelletto, a partire dalla linea alba verso l’esterno, e viceversa, sopra linee orizzontali e parallele.

Il suono percussorio debole e timpanico dei visceri intestinali si modifica in modo netto, diventando ipofonetico e intenso, come ormai noto, dando la sensazione di “nascere vicino all’orecchio di chi ascolta”, quando la percussione è applicata direttamente sopra la proiezione cutanea ureterale.

È utile eseguire la P.Asc. dell’uretere dopo aver collocato il tf sopra la sinfisi pubica, un poco ds. e, rispettivamente a sn. (Fig. 1), secondo le modalità descritte, per una più facile delimitazione del III inferiore ureterale, quando al medico manca la necessaria esperienza.

 La proiezione cutanea degli ureteri deve essere tracciata, ancorchè mentalmente, sia per quanto concerne il tratto superiore sia quello medio ed inferiore, al fine di visualizzare i tre riflessi ureterali, essenziali per la Microangiologia clinica (Fig.2). Infatti, questi riflessi, attentamente valutati, consentono di raccogliere preziose informazioni sul modo di essere delle numerose strutture microvascolotessutali di tutti i sistemi biologici (V. Avanti).

Fig.2

Nella figura sono illustrati i riflessi ureterale superiore, medio ed inferiore, che hanno reso possibile la nascita della Microangiologia Clinica.

 

A questo punto va ricordato che fisiologicamente il pizzicotto cutaneo, prolungato e di media intensità, a lato degli ureteri causa dilatazione del tratto ureterale corrispondente. Più precisamente, la stimolazione dell’XI dermatomero toracico è correlato col tratto superiore, quella del XII dermatomero toracico col tratto medio ed infine il pizzicotto della cute del I derm. lomb. provoca dilatazione del III ureterale inferiore.

A dimostrazione dell’importanza di una simile procedura, in realtà di non difficile esecuzione da parte di chi possiede una sufficiente conoscenza di P.Asc., ricordiamo che i dati così ottenuti consentono l’affidabile valutazione del modo di essere delle singole strutture del microcircolo delle sedi più diverse durante la “lieve” stimolazione dei relativi trigger-points.

A chi impara la P.Asc., per facilitarne l’apprendimento, ricordo che nel sano il pizzicotto cutaneo di medi intensità, a livello di un segmento ureterale provoca la significativa dilatazione di questo tratto.

I riflessi ureterali, superiore, medio ed inferiore, accanto a quello colecistico-coledocico, gastrico aspecifico e ciecale, valutati durante stimolazione, diretta ed indiretta, di qualsiasi sistema microvascolotessutale (polpastrelli di mani e piedi, cute degli arti, muscoli, cuore, surreni, tiroide, ipofisi, ecc.) hanno reso possibile lo studio “clinico”, funzionale e strutturale, delle singole componenti del microcircolo, permettendo di porre le basi della Semeiotica biofisica e, mediante questo metodo diagnostico, di una nuova branca della Medicina, la Microangiologia clinica.

Tra le varie manovre utili per corroborare la correttezza dell’esecuzione della P.Asc. quella consigliabile in pratica è la seguente: nel sano, la pressione “intensa”, applicata sopra il tf, collocato sopra la proiezione del rene, provoca il temporaneo (4-5 sec.) aumento dei diametri renali ed ureterali seguito dalla riduzione del volume renale per 8-10 sec.

In caso di ciste renale la dilatazione renale (e quella ureterale = riflesso ureterale “in toto”) ovviamente persiste nella sede della malformazione, mentre in presenza di calcoli renali nel bacinetto, la pressione lieve è sufficiente a provocare il riflesso ureterale “in toto” litiasico, di veloce attuazione, che subito si riduce di un terzo del suo massimo valore, in modo caratteristico per la malattia litiasica.

Applicando bene la metodica illustrata è facile diagnosticare doppi bacinetti renali e doppi ureteri, mono- e bilaterali,  malformazioni congenite tutt’altro che rare.

Per raggiungere la sufficiente esperienza, è consigliabile l’esecuzione della P.Asc. delle vie urinarie in paziente affetto da colica renale: a monte del calcolo vi è dilatazione, uropatia ostruttiva alta, mentre a livello dell’ostruzione il diametro ureterale non si modifica durante i vari test).

Inoltre, un paziente nefrectomizzato presenta, accanto al “silenzio” p.asc. di un lato, un netto ingrandimento del rene controlaterale, con caratteristiche oscillazioni spontanee intense, oggetto di studio con la Semeiotica biofisica: diagramma renale o nefrogramma.

A dimostrazione della pratica utilità dell’applicazione della percussione ascoltata dei reni ed ureteri, di seguito descrivo brevemente la valutazione semeiotico-biofisica funzionale dell’arteria renale, che evidenzia in modo chiaro la potenzialità diagnostica della originale semeiotica.

Nel sano, la pressione “intensa”, esercitata sopra il tf collocato sopra la proiezione cutanea del rene (= regione del fianco), provoca per via nervosa simpatica la congestione renale per 4 sec. circa, seguita dalla successiva decongestione della durata di 8-10  sec. , in conseguenza del comportamento dei vasi efferenti ed afferenti glomerulari di fronte a differente livello tessutale di catecolamine.

A questo punto si interrompe “improvvisamente” la pressione sopra i trigger-points renali, continuando, però, ad eseguire la P.Asc. del reno: fisiologicamente il rene ritorna al volume di base in soli 2 sec., mentre in caso di  stenosi dell’arteria renale omolaterale, il valore di questo interessante parametro  aumenta in rapporto diretto con la gravità della stenosi arteriosa, salendo a 3 o più sec. perché il rene raggiunga il volume di base, a causa del lento afflusso ematico, secondario appunto alla presenza di stenosi arteriosa renale.

Si tratta del Tempo di Recupero di Ossigeno (TRO2), valutato anche mediante il tempo di latenza differenziale del riflesso rene-gastrico aspecifico e/o ciecale.

Il medico che conosce la P.Asc .  degli ureteri è in gado di osservare e valutare le oscillazioni del III superiore (=vasomotility) e del III inferiore (=vasomotion) che recitano un ruolo centrale nella Microangiologia Clinica.

 

 

Lithiasis Quantum Therapy. Lezione N. 2 Costituzione Litiasica, Reale Rischio Congenito Litiasico, Riflesso Litiasico.

Le cellule endoteliali sono importanti mediatori della risposta infiammatoria e rappresentano il legame tra sistema immunitario e patologia vascolare, inclusa la calcificazione, che può correlarsi con il processo di differenziazione delle cellule osteogenetiche, nel nostro caso originate da cellule muscolari lisce  e da cellule vascolari calcificanti (1-5).

Il ruolo dell’endotelio nella risposta immunitaria e nel metabolismo osseo, da tempo consegnato ad una vasta Letteratura, potrebbe avere anche importanti effetti secondari sul sistema vascolare, accanto all’azione diretta sulle cellule vasali influenzante la differenziazione (5). E’ ben nota la calcificazione vascolare, specialmente quella arteriosa, in presenza di arteriosclerosi, età avanzata, nefropatia, diabete e malattie genetiche (6).

Tuttavia, nessun Autore ha finora compreso che senza la Costituzione Litiasica non insorgono calcificazioni tessutali, inclusi i calcoli reno-ureterali, biliari, salivari, la calcificazione arteriosa, di cui tipica è la medio-calcinosi di Moenkemberg (6-12). Purtroppo, ignorando le Costituzioni Semeiotico-Biofisico-Quantistiche, nessun studioso ha correttamente compreso il perché NON tutti i pazienti con arteriosclerosi, diabete, nefropatia, gotta sindrome clinica o metabolica,  ed in età avanzata, dove i livelli serici del peptide osseo osteoprotegerina, OPG, sono “in genere elevati”,  presentano depositi di calcio! (16, 18).

In realtà, non è chiaro  se gli aumentati  livelli serici di OPG sono  interessati nella facilitazione delle calcificazioni vascolari oppure rappresentano una risposta reattiva, finalizzata ad ostacolare la calcificazione della media arteriosa (5), mediante complessi meccanismi d’azione, per esempio, opponendosi all’attivazione della via dei segnali dipendenti da RANK, che, se inibita dal legame con l’OPG, favorisce la morte programmata nei precursori degli osteoclasti (18, 19).
L’OPG, una proteina secreta come omo-dimero e attiva come trimetro, è prodotta dalle cellule T attivate ed è espressione della loro up-regulation provocata da alcuni fattori solubili coinvolti nel riassorbimento osseo, inclusi le citochine pro-infiammatorie (IL-1) e TNF-a (20). Notoriamente, le cellule T esprimono sulla loro superficie una OPGL, trasformata nella sua forma solubile dalle metalloproteinase (20).

Il metodo più semplice per riconoscere bedside la Costituzione Litiasica è descritto di seguito. Esso è basato sul riconoscimento della fisiologica sensibilità recettoriale degli epatociti mediante valutazione del loro glicocalice e sulla presenza del rimodellamento microcircolatorio nel muscolo scheletrico e nel tessuto adiposo, caratterizzato, come noto, dalla presenza di Dispositivi Endoarteriolari di Blocco, neoformati-patologici, tipo I, sotto-tipo b) aspecifici, nelle arteriole, sec. Hammersen (6-14, 22).

Nel sano, la pressione digitale “medio-intensa”, applicata sopra la proiezione cutanea del fegato, provoca il riflesso gastrico aspecifico dopo un tempo di latenza di 10 sec.  Se la manovra successiva è fatta precedere dal test del picco acuto della secrezione insulinica, o dal test di secrezione dell’adiponectina  (14, 15), mediante pizzicotto di “media” intensità rispettivamente a livello dell’epigastrio (= trigger-points pancreatici), o dell’adipe delle regioni laterali dell’addome (http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc),  prolungato 7-10 sec., il tempo di latenza aumenta significativamente, in pratica raddoppia, salendo a 20 sec.

Al contrario, in caso di insulino-resistenza a livello epatico l’incremento del tempo di latenza del riflesso epato-gastrico aspecifico è  ridotto, in relazione alla sottostante insulino-resistenza locale: inferiore a 20 sec.

Accanto a ciò, Il riflesso muscolo scheletrico- e tessuto adiposo-gastrico aspecifico (= pressione muscolare “medio-intensa” tra pollice e le altre dita prolungato 7-10 sec. e, rispettivamente, pizzicotto di “media” entità del tessuto adiposo latero-addominale) permette di evidenziare, in modo analogo, lo stato funzionale dei recettori insulinici di questi sistemi biologici.

Ovviamente la conoscenza della valutazione dei glicocalici permette una indagine assai raffinata e precisa dell’attività recettoriale, delle condizioni membrana rie e del modo di essere e funzionare del mit-DNA e n-DNA, che presiedono alla sintesi di queste essenziali strutture cellulari (23-25).

Per diagnosticare le calcificazioni arteriose, indipendentemente dalla loro sede, gravità, numero, il metodo semeiotico-biofisico-quantistico richiede al Medico almeno la conoscenza della percussione ascoltata dello stomaco, in pratica di un breve tratto della  grande curva (www.semeioticabiofisica.it, Pagina Tecnica N° 1).

Nel sano, la stimolazione digitale “intensa”, anche brevissima, occludente il vaso, applicata sopra l’arteria femorale (o altra grossa arteria), non provoca “simultaneamente” il riflesso gastrico aspecifico, che compare esattamente dopo 8 sec.

Al contrario, nel paziente con calcificazioni arteriose, la stimolazione appena descritta provoca “simultaneamente” il tipico Riflesso Litiasico: lo stomaco prima si dilata, mostrando valori di dilatazione in relazione alla quantità di depositi calcifici, e subito dopo si riduce di un terzo dell’iniziale intensità (6-11).   Naturalmente, il medico localizza esattamente la sede del deposito di calcio mediante la pressione digitale  diretta (trigger points), come in caso di calcificazione coronaria, per la prima volta riconoscibili clinicamente (8).

In conclusione, una semplice manovra semeiotica-biofisica-quantistica, che richiede la sola conoscenza della percussione ascoltata dello stomaco, fornisce in pochi secondi utilissime informazioni su patologie la cui diagnosi sfugge alla semeiotica fisica ortodossa:

1)     Prima Fase: la stimolazione arteriosa  “intensa” consente di riconoscere la presenza di deposito di calcio  nella parete arteriosa.

2)     Seconda Fase: localizzazione della lesione mediante stimolazione diretta.

Per una approfondita e raffinata diagnosi di calcificazioni arteriose è richiesta la sicura conoscenza della Semeiotica Biofisica Quantistica (6-25).

Bibliografia

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7) Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Le Costituzioni Semeiotico-Biofisiche.Strumento clinico fondamentale per la prevenzione primaria e la definizione della Single Patient Based Medicine. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it
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9) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004.   http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm
10) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Il Segno di Bilancini-Lucchi nella diagnosi clinica del diabete mellito. The Pract. Ed. It. 176, 30, 1993.
11) Stagnaro S., Stagnaro-Neri M., Le Costituzioni Semeiotico-Biofisiche.Strumento clinico fondamentale per la prevenzione primaria e la definizione della Single Patient Based Medicine. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it
12) Stagnaro Sergio. Epidemiological evidence for the non-random clustering of the components of the metabolic syndrome: multicentre study of the Mediterranean Group for the Study of Diabetes. Eur J Clin Nutr. 2007 Feb 7;  [MEDLINE]
13) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Semeiotica Biofisica: la manovra di Ferrero-Marigo nella diagnosi clinica della iperinsulinemia-insulino resistenza. Acta Med. Medit. 13, 125, 1997.
14) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Semeiotica Biofisica: valutazione clinica del picco precoce della secrezione insulinica di base e dopo stimolazione tiroidea, surrenalica, con glucagone endogeno e dopo attivazione del sistema renina-angiotesina circolante e tessutale – Acta Med. Medit. 13, 99, 1997.
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22) Stagnaro Sergio. Reale Rischio Semeiotico Biofisico. I Dispositivi Endoarteriolari di Blocco neoformati, patologici, tipo I, sottotipo a) oncologico, e b) aspecifico. Ediz. Travel Factory, www.travelfactory.it, Roma, 2009.

23) Sergio Stagnaro.  Il Glicocalice nella Diagnosi Semeiotico-Biofisico-Quantistica di Terreno Oncologico di Di Bella. 15 febbraio 2011, www.melatonina.it, http://www.melatonina.it/farma/approfondimenti.php ; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/glicocaliceoncologico.pdf; http://www.fcenews.it, http://www.fceonline.it/images/docs/glicocalice oncologico valutazione.pdf

24) Sergio Stagnaro.   Semeiotica Biofisica Quantistica del Reale Rischio Congenito Oncologico di Mielopatia. Ruolo Diagnostico del Glicocalice. www.sisbq.org, 22, febbraio 2011, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/rrmielopatiaglicocalice.pdf

25) Sergio Stagnaro.    Ruolo del Glicocalice nella Valutazione Semeiotica Biofisica Quantistica della Sindrome del Fegato Iperfunzionante. 3 marzo 2011.  http://www.piazzettamedici.it/professione/professione.htm

Lithiasis Quantum Therapy. Lezione N. 1. INTRODUZIONE.

La calcolosi, indipendentemente dalla sede biliare, urinaria, prostatica, salivare, vaso-parietale, etc., é una malattia molto diffusa non solo nella popolazione adulta, ma anche in quella pediatrica.

Per esempio, la calcolosi renale, nefrolitiasi, è una delle patologie più comuni. Si stima che circa il 10% della popolazione abbia avuto nel corso della propria vita un episodio di calcolosi urinaria. Gli uomini sono colpiti più frequentemente rispetto alle donne. La prevalenza di nefrolitiasi aumenta notevolmente dopo i 40 anni e continua ad aumentare fino ai 70 anni.

Alla “Quantum Therapy” della  litiasi, in generale, e precisamente alla guarigione della Costituzione Litiasica e del relativo Reale Rischio Congenito, è dedicata una serie di lezioni,  esclusivamente rivolte ai Pazienti e ai loro Medici, a condizione che non siano Medici dipendenti dal Laboratorio e dal Dipartimento delle Immagini, come i “Professori”.

Mi spiego meglio, devono essere Medici che, fatta CLINICAMENTE la diagnosi, solo in seguito si avvalgono della corroborazione del Laboratorio e del Dipartimento delle Immagini, strumenti diagnostici  preziosi se posti al SERVIZIO della Clinica!

Oltre 50 anni di esperienza clinica mi permettono di affermare che la litiasi, indipendentemente dalla sua sede, è una patologia frequente, causa di coliche veramente dolorose,  motivo di ansia continua per il malato, di perdita di ore lavorative e – da non trascurare – di notevoli spese per il SSN.

La Medicina attuale, nonostante i sedicenti progressi epocali, non è riuscita a ridurre né la frequenza né l’incidenza di  questa patologia grave. Essa ha soltanto ottenuto qualche positivo risultato nella terapia della malattia in atto, mostrando, se ve ne fosse ancora il bisogno,  la predilezione dell’attuale Weltanschauung medica per la TERAPIA nel totale oblio della Prevenzione Pre-Primaria, secondo la Manuel’s Story, http://www.sisbq.org/sbq-magazine.html, e Primaria della litiasi.

E’ mia opinione che questa situazione,  tragica  per il paziente, e non onorevole per la presente Medicina, sia dovuta a molte cause, tra cui soprattutto la disponibilità  attuale di strumenti (litotritori di ultima generazione…) e di farmaci (urolitici che dovrebbero  sciogliere i calcoli …), che osano vantare una terapia efficace.

Purtroppo, ignorando la Semeiotica Biofisica Quantistica, i “Professori” non possono conoscere il senso ed il significato della Costituzione Litiasica, da me scoperta venti anni or sono (sic!), e tanto meno riconoscerla con un fonendoscopio, quantificarla e monitorarla sotto terapia (Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., La “Costituzione Colelitiasica”: ICAEM-a, Sindrome di Reaven variante e Ipotonia-Ipocinesia delle vie biliari. Atti. XII Settim. It. Dietol. 20, 239, 1993; Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., La “Costituzione Colelitiasica”: ICAEM-a, Sindrome di Reaven variante e Ipotonia-Ipocinesia delle vie biliari. Atti. XII Settim. It. Dietol. ed Epatol. 20, 239, 1993).

Pertanto, invito  i “Professori” a non perdere il loro tempo prezioso nel leggere  le prossime Lezioni sulla Lithiasis Quantum Therapy, anche se rappresentano una svolta originale e significativa nella lotta alla litiasi, indicando come attuare  l’efficace prevenzione  sia pre-primaria sia primaria,  rivolta alla normalizzazione dell’Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica, su cui è fondata la Costituzione Litiasica e ad eliminare il Reale Rischio Congenito di calcolo, dove è  localizzato.

Per comprendere le prossime Lezioni, finalizzate alla “futura” – ma già iniziata – sconfitta della malattia litiasica, localizzata in qualsiasi sistema biologico, e alla pratica e precisa applicazione delle necessarie operazioni descrittive, da me via via  illustrate, oltre all’onestà intellettuale, cioè umiltà, occorre una mente aperta al nuovo che abbia dimostrato di aver superato i controlli severi, rigidi ma onesti, usati dalla struttura, la Medicina Accademica, che necessita di inesauribile arricchimento esterno per sopravvivere: Stagnaro S., Vecchio e Nuovo nella Scienza. Tempo Medico. 315,16,67

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