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Valutazione Semeiotico-Biofisico-Quantistica della Resistina mediante un Fonendoscopio: articolo introduttivo, parte seconda e ultima.

Il T2DM è una patologia che esita spesso in pericolose complicazioni, incluse CAD, stroke, insufficienza renale, neuropatia e cecità, a condizione però che esistano i relativi Reali Rischi Congeniti (1).

Il T2DM, caratterizzato da resistenza all’insulina negli organi bersaglio di questo ormone, è diventato una epidemia nelle società industrializzate ed è fortemente associato all’obesità (2). Tuttavia, il meccanismo col quale l’adiposità aumentata causa insulinoresistenza si va chiarendo solo ora.

M. Lazar e coll. hanno dimostrato che gli adipociti producono e secernono una caratteristica molecola segnale, che hanno denominato resistina, termine giustificato dalla resistenza all’insulina da essa causata (2).

L’anti-diabetico rosiglitazone riduce i livelli circolanti di resistina, che sono aumentati invece nelle forme di obesità causate alla dieta o geneticamente provocate.

La somministrazione di anticorpi anti-resistina migliora la glicemia e l’azione insulinica nei topi colpiti da obesità indotta dalla dieta. Inoltre, il trattamento di topi normali con resistina ricombinante porta all’alterazione della tolleranza al glucosio e dell’azione insulinica. La captazione glicidica stimolata dall’insulina da parte degli adipociti aumenta con la neutralizzazione della resistina ed è ridotto mediante somministrazione di resistina, dimostrando pertanto che la resistina è un ormone potenzialmente legato a obesità e diabete (2)

Sebbene M. Lazar e Coll. ignorino l’esistenza delle Costituzioni SBQ Diabetica e Dislipidemica e dei relativi Reali Rischi Congeniti, è assai meritevole l’aver correlato l’attività della resistina, da loro scoperta, con l’insorgenza del T2DM e l’obesità.

Questi interessanti eventi biologici mettono in evidenza il valore scientifico della Valutazione Clinica SBQ della Resistina, dopo quella della Leptina (3) e dell’Adiponectina (4), per quanto riguarda la Prevenzione Pre-Primaria e Primaria del Diabete Mellito.

Infatti, l’adiponectina, secreta dalle cellule adipose, circola nel sangue in concentrazioni ridotte nei pazienti con T2DM. Essa stimola l’ossidazione degli acidi grassi, diminuisce i trigliceridi plasmatici, e migliora il metabolismo glicidico aumentando l’attività insulinica (4, 5). Inoltre, a differenza della resistina, legata all’infiammazione e secreta anche dalle cellule dell’infiammazione, l’adiponectina inibisce il processo infiammatorio e probabilmente l’aterogenesi sopprimendo la migrazione dei monociti e macrofagi e la loro trasformazione in foam-cells.

L’adiponectina plasmatica mostra livelli più bassi nei cardiopatici ischemici di quelli osservati in individui sani con identico BMI. E’ possibile che l’ipo-adiponectinemia contribuisca all’insulino-resistenza e all’accelerata aterogenesi, associata con l’obesità (4, 5).

La Resistina/FIZZ3 è un membro di una famiglia di proteine secretorie ricche di cisteina, note come “resistin-like molecules” (RELM) oppure ‘found in inflammatory zones’ (FIZZ), insieme a FIZZ1/RELM alpha e FIZZ2/RELM beta, prodotte dagli adipociti (5).

Prima di concludere desidero sottolineare la produzione di resistina da parte anche del midollo osseo e della milza, perché, come illustrerò nel prossimo e definitivo articolo, recita un ruolo centrale nella Valutazione Clinica SBQ della Resistina, termine col quale intendo l’intera famiglie di molecole proteiche simili alla Resistina, descritta per la prima volta da M. Lazar e Coll.

I dati della mia ricerca clinica  porteranno sicuramente luce nell’interpretazione del reale ruolo svolto dalla Resistina nell’insorgenza del T2DM: per esempio, quando inizia l’alterata secrezione di Resistina nei soggetti con Costituzione Diabetica e Dislipidemica? Prima o dopo le modificazioni patologiche dell glicemia e dell’insulinemia?

Riferirò  e illustrerò le  risposte a  queste domande,  ed altro ancora,  nell’articolo Valutazione Semeiotico-Biofisico-Quantistica della Resistina mediante un Fonendoscopio

 

1) Sergio Stagnaro . Reale Rischio Semeiotico Biofisico. I Dispositivi Endoarteriolari di Blocco neoformati, patologici, tipo I, sottotipo a) oncologico, e b) aspecifico. Ediz. Travel Factory, www.travelfactory.it, Roma, 2009.

2) Claire M. Steppan, Shannon T. Bailey, Savitha Bhat , Elizabeth J. Brown, Ronadip R. Banerjee, Christopher M. Wright, Hiralben R. Patel, Rexford S. Ahima & Mitchell A. Lazar. Nature 409, 307-312 (18 January 2001) | doi:10.1038/35053000; Received 9 June 2000; Accepted 15 November 2000. http://www.nature.com/nature/journal/v409/n6818/full/409307a0.html

3) Sergio Stagnaro. Leptina: Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica dell’Attività Biologica. www.semeioticabiofisica.it, http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/valutazioneleptina.pdf

4) Sergio Stagnaro.    Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica dell’Adiponectina nella Sindrome Pre-Metabolica e Metabolica , Classica e Variante. www.semeioticabiofisica.it, http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc

5) Bełtowski J. Adiponectin and resistin–new hormones of white adipose tissue. Med Sci Monit. 2003 Feb;9(2):RA55-61.

Valutazione Semeiotico-Biofisico-Quantistica della Resistina mediante un Fonendoscopio: articolo introduttivo.

Ludo Ergo Sum

« Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti non possa cambiare il mondo.

In fondo è cosi che è sempre andata »
(Margaret Mead)

Notoriamente, la Resistina, sensore dell’energia cellulare di tutte le cellule eucariote (= aumento del rapporto AMP/ATP), scoperta nel 2001 dal famoso endocrinologo Mitchell Lazar dell’Università della Pensilvania (http://www.nature.com/nature/journal/v409/n6818/full/409307a0.html
Claire M. Steppan, Shannon T. Bailey, Savitha Bhat , Elizabeth J. Brown, Ronadip R. Banerjee, Christopher M. Wright, Hiralben R. Patel, Rexford S. Ahima & Mitchell A. Lazar. Nature 409, 307-312 (18 January 2001) | doi:10.1038/35053000; Received 9 June 2000; Accepted 15 November 2000), composta da 108 residui amminoacidi, è una proteina attività ormonale, prodotta dal tessuto adiposo, codificata dal gene RETN.

La Resistina agisce negativamente sull’AMPK nel fegato e nel muscolo scheletrico. La Protein-chinasi attivata dall’AMP (AMPK) svolge un ruolo centrale nell’omeostasi dell’energia cellulare. Viene attivata in risposta a stresses che provocano impoverimento di ATP cellulare, come ipoglicemia, ipossia, ischemia, shock da calore.

E’ un complesso eterotrimerico (tre componenti diverse strutturalmente e funzionalmente): una subunità catalitica alfa, e due subunità regolatorie, beta e gamma. Il complesso è attivato dal legame di AMP alla sub-unità gamma, dove provoca la fosforilazione a livello di Thr172 della subunità alfa per l’intervento della LKB1 serine-threonine kinase (Reuben J. Shaw, Monica Kosmatka, et al. The tumor suppressor LKB1 kinase directly activates AMP-activated kinase and regulates apoptosis in response to energy stress. PNAS March 9, 2004, vol. 101, no. 10, 3329 –3335; http://www.pnas.org/content/101/10/3329.full.pdf)

Importante il fatto che anche i cambiamenti intracellulari del Ca++ possono fosforilare direttamente la Thr172 da parte della CAMKK2 (calcium/calmodulin-dependent protein kinase kinase 2), come accade nel corso della stimolazione da parte di ormoni metabolici come Adiponectina e Leptina la cui Valutazione clinica ho illustrato in precedenti articoli:

http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc ;

http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Leptina%20Articolo.doc

Per l’argomento che tratto, ritengo sufficienti queste conoscenze di biologia molecolari.

A questo punto, anche lo scolaretto di Gregory Bateson, conoscendo la Semeiotica Biofisica Quantistica, comprende che almeno due sono le modalità di valutazione della Resistina con un fonendoscopio, durante stimolazione”intensa” del tessuto adiposo, per esempio, addominale, mediante pizzicotto, evidenza sperimentale descritta nei due lavori citati.

A) quantificando la variazione simultanea dell’attivazione microcircolatoria ipotalamica, sede di recettori per la Resistina e

B) quantificando la variazione simultanea dell’attivazione microcircolatoria nel fegato e/o nel muscolo scheletrico.

In un prossimo articolo, salute permettendomelo) illustrerò la valutazione B), perché la prima richiede una perfetta conoscenza della Diagnostica Psicocinetica che oggi nel mondo solo pochissimi Medici posseggono:

Sergio Stagnaro.  Semeiotica Biofisica Quantistica. Diagnostica Psicocinetica. E-book in rete nel sito  www.sisbq.org; http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/dp_libro.pdf

To be continued…

La Manovra di Titti stimola la Secrezione di Adiponectina.

Sono da sempre un “Suonatore di Sogni”, come il Paganini del Romanziere, Drammaturgo e Autore di Opere Teatrali, conosciute più all’Estero che in Italia,  Collaboratore della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Genova,  il monegliese Mario Dentone (“Ho sentito suonare un Angelo”).

 

Dopo i due precedenti articoli sulla Manovra di Titti, pubblicati in La Voce di SS. https://sergiostagnaro.wordpress.com/2014/01/12/la-manovra-di-titti-nella-diagnosi-clinica-di-costituzione-sbq-ipertensiva/ ;  https://sergiostagnaro.wordpress.com/2014/01/15/la-manovra-di-titti-valutazione-della-struttura-e-funzione-arteriosa/ ),  di seguito è illustrato un importante meccanismo d’azione, certamente non unico, che dimostra come la Medicina Clinica , lungi dall’essere morta è più vitale  che mai!

 

In realtà,  un essenziale  meccanismo d’azione della Manovra di Titti è l’incremento significativo della secrezione di Adiponectina che si osserva simultaneamente e dopo la manovra.  Nell’articolo“Stagnaro S. Valutazione Clinica Semeiotico-Biofisica dell’Adiponectina nella Sindrome   Pre-Metabolica e Metabolica , Classica e Variante”, http://www.semeioticabiofisica.it/semeioticabiofisica/Documenti/Ita/Adiponectin%20lavoro.doc , che consiglio di leggere per comprendere perfettamente quanto segue, ho scritto:

 

“E’ stato dimostrato che l’adiponectina svolge molti effetti anti-infiammatori ed anti-aterogeni (3):

 

1)                            soppressione della espressione di molecole di adesione dei segnali endoteliali del NF-kB mediante attivazione della cAMP protein-chinasi A,

2)                            soppressione della formazione delle cellule schiumose attraverso l’inibizione dei recettori scavenger dei macrofagi di classe A  (SR-A),

3)                            inibizione della proliferazione delle cellule della linea dei mielomonociti e della funzione dei macrofagi maturi, come la fagocitosi e la produzione del TNF,

4)                            soppressione della proliferazione e della migrazione delle cellule muscolari lisce provocata dal fattore di derivazione piastrinico (PDGF)-BB attraverso il legame diretto con PDGF-BB,

5)                            inibizione della fosforilazione della chinasi correlata al segnale extra-cellulare p42/44 nelle cellule muscolari lisce stimolate dal PDGF-BB,

6)                            soppressione della espressione del fattore di crescita epidermico legante eparina, (EGF)-like growth factor (HB-EGF), nelle cellule endoteliali attivate dal TNF e la proliferazione e migrazione delle smooth muscle cells stimolate dal fattore di crescita fibroblastico basico (bFGF), PDGF, EGF, and HB-EGF. Particolarmente interessante al nostro scopo , cioè alla valutazione “clinica” semeiotico-biofisica dell’adiponectina, è la

7)                            stimolazione della sintesi dell’ossido nitrico (NO radicalico) nell’endotelio attraverso la via del fosfatidil-3-inositolo-chinasi (PI3K) 

 

Da quanto sopra si comprende il notevole valore diagnostico,  clinico SBQ, della Manovra di Titti.

 

Come si legge nell’articolo riferito, la secrezione di adiponectina – che  appare significativamente aumentata “simultaneamente” all’inizio della manovra,  nel tessuto adiposo delle cosce, dell’addome, delle mammelle, etc., è rivelata clinicamente dall’incremento dell’interstizio locale, che è virtuale nel periodo dell’assorbimento, o absorptive state.

 

Nel sano, l’aumentata secrezione di adiponectina provoca “simultaneamente” incremento della dilatazione arteriosa, Compliance arteriosa, (= l’intensità del Riflesso Arteria-Coledocico, -Gastrico aspecifico ed –Ureterale in toto raddoppia di intensità) e Attivazione Microcircolatoria di tipo I, associato, per esempio,  negli arti, con conseguente aumento del livello di energia endo-cellulare: il Tempo di Latenza del riflesso polpastrello-gastrico aspecifico raddoppia: da 10 sec. sale a 20 sec. se lo stimolo è intenso.

 

Infatti, un metodo interessante per valutare il livello plasmatico della adiponectina è rapresentato dallo studio della compliance arteriosa basale (per esempio, l’intensità del riflesso Arteria-gastrico aspecifico, -Coledocico e -Ureterale “in toto”), e quindi subito dopo la manovra sopra descritta: nel sano, la dilatazione arteriosa eNO-dipendente è statisticamente aumentata, raddoppiando, nella seconda indagine, a seguito appunto della produzione di eNO radicalico indotta dalla adiponectina.

 

Al contrario, nella deficienza di adiponectina, come nel DM tipo 2 in tutti i Cinque Stadi,  la compliance arteriosa è cliaramente compromessa in confronto con il valore parametrico basale, già compromesso patologicamente. (Articolo citato).

 

Il Lettore comprende il valore scientifico di  questo metodo, clinico, originale ed affidabile nello studio della adiponectina plasmatica, compromessa anche nei soggetti in sovrappeso e con vita sedentaria, la cui conseguenza è il drammatico incremento attuale nella prevalenza della sindrome pre-metabolica e metabolica. E’, infatti, chiaro che la patologia cardiovascolare e la mortalità generale aumentano nei pazienti con sindrome metabolica, strettamente associata con l’obesità e il diabete mellito tipo 2. Vari studi in vitro, in vivo e nell’uomo hanno dimostrato che l’adiponectina possiede proprietà anti-diabetiche, anti-infiammatorie ed anti-aterogene.

 

Ai fini della completa comprensione dei complessi meccanismi d’azione della Manovra di Titti, appare interessante il fatto che l’adiponectina notoriamente aumenta la permeabilità capillare, e quindi la quantità di linfa prodotta (= presente nel Picco di Secrezione Acuta di Adiponectina il Segno di Bilancini; Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., Il Segno di Bilancini-Lucchi nella diagnosi clinica del diabete mellito. The Pract. Ed. It. 176, 30, 1993).

Tuttavia, nella Manovra di Titti  il Segno di Bilancini-Lucchi non è presente a seguito della contemporanea azione diuretica renale, non spiegata affatto con l’incremento del livello ematico di adiponectina.

 

Ne consegue che il meccanismo d’azione della Manovra di Titti,  descritto sopra, sebbene di importanza centrale, non è certamente l’unico.

 

In un prossimo articolo, descriverò gli effetti positivi della manovra sulla secrezione insulinica e sulla responsività dei recettori insulinici, ampliando così i confini della Diagnostica clinica  in Diabetologia.

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