Semeiotica Biofisica Quantistica. Il Nuovo Rinascimento della Medicina. www.sisbq.org

In data 17/12/2015 12:13, ricevo la seguente mail e la pubblico, col permesso della Mittente, A.C.,  perché illuminante in questa Era dei Lumi Spenti:

Egregio Dott. Stagnaro,

la decisione di scriverle, avviene dopo essere (ironicamente) inciampata nel suo blog, ed in particolare in uno dei suoi post.

L’ ho letta con piacere, e con lo stesso piacere, mi sono resa conto di aver rintracciato, l’ennesima “voce fuori dal coro”. Oramai, sono definiti, così, tutti coloro che osano anche porre domande, o solo proporre teorie e spiegazioni alternative, per quanto valide e scientificamente supportate.

La mia vicenda vede mescolarsi il personale ed il professionale, riguardante la questione dell’Hpv., al quale lei ha riservato diversi post a riguardo. L’ ironia della sorte, o il fato, o qualsivoglia ipotesi mistica, ideologica, ecc, ha fatto sì che anche io venissi a contatto con uno dei tanti temuti ceppi ad “high risk” dell’Hpv: il 16.

Come operatore nel campo sanitario, avviai le dovute prassi e procedure: indagini di I e II livello, svariate consulenze, esami di laboratorio, ecc, ma il risultato era sempre il medesimo, corredato di espressioni più o meno drammatiche, a seconda del caso.

I pareri non furono mai , né unanimi né esaustivi, quantomeno incoraggianti. In uno di questi, ricordo gli occhi del collega, che mi guardava impietosito, come si guarda colui che va incontro a morte certa, e sentenziò, – “tra alcuni anni si trasformerà in Cancro”- “Quando”? – gli chiesi, stordita, – “ tra 5 , 10”- mi rispose.

In quel momento, le certezze, le conoscenze scientifiche, i miei studi, erano in un baleno dimenticati. Ero paziente, ed avevo i vissuti emotivi della paziente. Eppure avevo un Ascus, ancora. Ma questo per tutti i Colleghi interpellati non importava, nella loro linea persisteva, l’equivalenza : Ascus + Ceppo 16 = Cancro Cervicale = Morte. Nessuna alternativa, Nessuna possibilità. Nessuna spiegazione. Nessuno scampo.

La prima che intrapresi fu la “strada ufficiale” (userò questo termine, seppur impropriamente, per distinguerlo dalla strada “non ufficiale”, che mi fu contestata, e che ingloba tutti coloro i quali, fuori dalle Lobby, dai Businness, dai trend, ecc ecc. ecc. in seno ad un Giuramento e in nome di una Scienza libera , costituiscono, per la Sanità, i Dissidenti).

Ritornai sui Libri, approfondii, lessi, recuperai testi e conoscenze di Biologia, Genetica, Microbiologia, Patologia, visitai la letteratura e le pubblicazioni. Non trovai grandi risposte, ma mi si insinuarono i primi dubbi e le prime domande.

E’ la curiosità che muove il mondo, spinge gli uomini. Nel mio caso, io la chiamai insolenza. Alcuni Colleghi la vissero come arroganza. In questa condizione borderline, tra atteggiamento professionale e vissuti da paziente interessata, anche io mi scoraggiai, al punto tale, dal cedere concettualmente, almeno inizialmente, alla tentazione di sottopormi al Vaccino, che più volte mi era stata propinato come una possibile soluzione, anche nel caso di avvenuto contagio.

Più si procedeva, più le informazioni, si facevano confuse, i pareri discordanti. Dovevo rassegnarmi al mio destino, attendendo l’evoluzione prospettatami, darmi una chance probabile e non certa, seguendo i consigli seppur non sempre sovrapponibili, e tentare la strada vaccinale, o continuare a cercare, percorrendo strade diverse e mai battute?

Scelsi la terza ipotesi, la meno certa, e dopo un periodo di buio, iniziai nuovamente a cercare, ri–leggere, guardare cosa accadeva oltre oceano, le ricerche “inferiori”, i blog di nicchia, ricercai informazioni in discipline e settori apparentemente dapprima non correlati e mai considerati: Microimmunologia, Virologia, la Biofisica, Medicina naturale, etc. Ascoltai le voci e lessi il materiale di molti considerati dissidenti, e che in qualche modo avevano osato fornire anche solo precisazioni o integrazioni alla faccenda Hpv e non solo. Tagliai, incollai, destrutturai, ristrutturai. Conobbi molti di loro: Cavallino, Ardigò, Villani, Ruffini, Pantellini, Luzzi, Valesi, Cambpell, ecc. Lessi ed Ascoltai i loro pareri, le loro teorie, i loro pensieri. Li ascoltai e li ri- elaborai, li interconnessi. Dovevo creare un mio pensiero. Avevo bisogno di “un abito su misura per me”.

Ma in 2 punti tutti i pareri furono all’unanimità: 1) la sentenza di condanna a 5 – 10 anni, quell’equivalenza arbitraria, era ora, non più certa, ma messa in discussione; 2) l’evoluzione verso il cancro è correlata ad una svariata quantità, e qualità, di fattori, che vanno dalla vulnerabilità genetica, o predisposizione, ai fattori di rischio, ed allo stile di vita, alla funzionalità ed all’equilibrio immunitario , (ove si aprirebbe una enorme parentesi, circa il ruolo di altri patogeni che concorrono alla sua “stanchezza”, delle disbiosi che lo alterano, degli stress prolungati, della psiconeuroimmunoendocrinologia, ecc.ecc) , della funzionalità cellulare, all’aspetto comportamentale e di prevenzione (concetto stesso messo in discussione e rivisitato (le azioni di prevenire e sottoporsi agli screening, sono spesso inadeguatamente utilizzati in maniera interscambiabile) ed igiene(perché anche in materia di trasmissione e contagio non vi è concordanza di pareri).

Io cucii il mio abito e costruii il mio “protocollo personale”, scientemente e liberamente. Non feci il vaccino, ma cambiai stile di vita, associai come coadiuvanti terapia considerate alternativa, Micoterapiche, omotossicologiche, Igieniste,ecc. modificai in senso sano l’alimentazione, eliminai i latticini e derivati, carni, e per quanto possibile le farine raffinate, consumai frutta e verdura, bio per quanto possibile, segui il metodo Ruffini, assunsi Melatonina, ascorbato di potassio, cercando di mettere nelle condizioni favorevoli il mio sistema immunitario, di fronteggiare. Laddove, necessario, intervengo prontamente con laser. La situazione non appare così drammatica. Anzi! Almeno ad oggi. Eppure posso notare, nelle Scuole, un programma di vaccinazione a tappeto per l’HPV. Classi intere di adolescenti e prepuberi vaccinate come se non ci fosse un domani. Mi astengo dalle polemiche. Ma è aberrante. Come se l’Hpv fosse una scoperta attuale! Avere un ceppo, specie ad alto rischio è considerata causa di cancro certa. Ma tante domande sono rimaste senza una comune chiara risposta. Il Virus dov’è? nelle mucose locali? nel genoma delle cellule cervicali? in tal senso se eliminate le zone in cui il virus è presente estendendosi anche oltre, cosa avverrebbe ? Le assicuro che nemmeno queste domande conoscono risposte certe. Ma se nulla è certo, sulla base di quali dati è possibile asserire senza assoluta ombra di dubbio, l’evoluzione in Cancro della cervice, anche con le dovute precauzioni del caso? Sono stati considerati negli studi le vulnerabilità geniche in correlazione ai fattori di rischio? Convengo con Lei, dall’alto dei suoi anni di esperienza e ricerca, ed i suoi contributi emeriti, in tal senso. Ed in tal senso mi piacerebbe, poter leggere il suo punto di vista. Scelga lei se rivolto a paziente o addetto ai lavori. Lo consideri uno scambio culturale, ideologico, personale,privato, da tra Maestro ed Allievo.

Colgo l’occasione di ringraziarLa dell’attenzione dedicatami, qualora dovesse mai leggere questa mail.

con Stima e Riverenza. La saluto cordialmente.
A.C.

Mia risposta immediata, Data: Sun, 13 Dec 2015 07:45:29 +0100:

Cara A.,
la sua mail è talmente illuminante il “terrorismo Jatrogenetico” che mi piacerebbe, se autorizzato, pubblicarla con commento, SENZA il suo nome, in La Voce di SS.
In breve rispondo alle domande:
Senza Terreno Oncologico oppure CON TO. ma senza il Reale Rischio Congenito di Cancro Cervicale, l’HPV, 16 e 18, sono spettatori innocenti! Il cancro cervicale non insorge.
Anche a lei consiglio, comunque, la Terapia Quantistica (Allegato) da protrarre almeno per un anno, nella versione in rosso.

Auguri di Buone Feste

Sergio

Aggiungo soltanto che sono felice: anche se viviamo in una grande fogna, come diceva Oscar Wilde, non siamo soli, lui ed io, a “guardare le stelle”.  E fino a quando, “in questo piccolo mondo ingannevole e stupefacente” ci sarà  ancora uno solo con gli occhi rivolti all’Eterno, allora l’Umanità potrà nutrire la speranza che il suo grido di dolore non si trasformi in urlo.

Buon giubileo.

 

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