Semeiotica Biofisica Quantistica. Il Nuovo Rinascimento della Medicina. www.sisbq.org

Nell’articolo precedente su La Voce di SS , https://sergiostagnaro.wordpress.com/2014/09/30/valutazione-clinica-della-ridotta-sensibilita-dei-recettori-insulinici-a-partire-dal-iii-stadio-del-dm-tipo2/,  ho illustrato in modo semplice, elementare, la rapida valutazione clinica semeiotico-biofisico-quantistica della sensibilità dei recetori insulinici in tutti i tessuti bersaglio.

Il Medico attento, recettivo, dalla mente aperta e quindi lungimirante, non proccupato della troppa realtà occupante l’orizzonte ontico, ha certamente compreso che una simile valutazione clinica, inconfutabilmente epocale, dell’attività endocrina può essere utilizzata per tutte le ghiandole a secrezione interna, incluso il tessuto adiposo, specialmente quello della mammella, diverso dagli altri (mie ricerche in corso).

Com’è possibile, per esempio,  la diagnosi clinica – e non – di un latente ipotiroidismo se il medico non conosce la Semeiotica Biofisica Quantistica?

Quante volte, sempre senza successo,  ho invitato i barbari della Medicina a confrontarsi con me pubblicamente nel porre una simile diagnosi, usando esclusivamente il comune fonendoscopio?

Nel sano, il Medico valuta di base i valori parametrici dei  riflessi ghiandolari- (timo-, TSH-RH-, ACTH-RH-, E-RH, Epifisi- (etcetera) Gastrico aspecifico: Tempo di Latenza (TL) = 8 sec. se la stimolazione è medio-intensa, D < 3sec.-4 sec.<, TL differenziale < 3 sec.-4 sec.<, fractal Dimension delle fluttuazioni microvasali. Cose note!

Al contrario, in caso di  lieve, latente insufficineza, risulta modestamente allungata a 4 sec. la sola Durata del Riflesso (NN  < 3 sec.- 4 sec. <). Pertanto la valutazione potrebbe risultare non facile alla maggior parte dei Medici.

Se invece, nel sano, si valutano – dopo almeno 10 secondi di intervallo – una seconda volta gli stessi valori paametrici del riflesso ghiandola-gastrico aspecifico, immediatamente dopo l’attuazione del Segno di Siniscalchi della durata di un secondo (= intenso pizzicotto della cute del VI dermatomero toracico: durata un secondo!), il Tempo di Latenza (di base 8 sec. se la stimolazione è di media intensità) triplica, salendo a 24 sec.

Al contrario, nella lieve, latente insufficienza ormonale, l’aumento non è mai significativo e l’allungamento del Tempo di Latenza risulta tanto minore quanto maggiore è la gravità della sottostante patologia.

Tralascio di discutere i meccanismi d’azione della manovra brevemante illustrata sopra perché, ignorando i Medici e i “professori”  la Micronagiologia Clinica, nessuno mi capirebbe e la mia sarebbe la Voce di chi grida ne Deserto.

Sono ben disposto, invece, a dare ogni possibile ulteriore informazione  a quanti me la chiederanno.

To be continued ……..

 

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