Semeiotica Biofisica Quantistica. Il Nuovo Rinascimento della Medicina. www.sisbq.org

Per meglio comprendere  quanto segue, consiglio al Lettore di visitare il sito  www.semeioticabiofisica.it  a Pagina Tecnica N 5,

Semeiotica Biofisica Quantistica, e vedere  il Video alle URL

Nella diagnosi di tutte le Costituzioni, inclusa quella litiasica, e dei relativi Reali Rischi Congeniti, è  di primaria importanza la conoscenza della percussione ascoltata (P.Asc.) dei reni ed ureteri. Infatti, il medico può in un secondo riconoscere la presenza dei Dispositivi Endoarteriolari di Blocco, fisiologici e patologicieseguendo la P.ASC. degli ureteri.

La percussione ascoltata dei reni e degli  ureteri può essere attuata in due differenti modi: A) per via posteriore, consigliabile a chi non possiede ancora la sufficiente esperienza, e B) per via anteriore, molto più pratica, da me adottata. La prima modalità, infatti, particolarmente utile nella sua “variante” per valutare la vasomozione ed il volume renale, può servire per reperire successivamente la sede dell’addome su cui collocare il tamburo del fonendoscopio (tf), e poter eseguire la P. Asc. per via anteriore   (Fig. 1).

 

Fig. 1

La figura indica la corretta posizione del tf e le linee lungo le quali applicare la percussione, come sempre direttamente e dolcemente, per eseguire la P. Asc. dei reni ed ureteri per via anteriore.

 

A) P. Asc. dei reni e degli ureteri per via posteriore. Una interessante “variante”.

Posto il tf. sopra l’angolo costo-vertebrale ds. e, rispettivamente, sn. di un individuo supino e psico-fisicamente rilassato, in pratica sopra la loggia renale, il medico applica la percussione, diretta e dolce, delicata, sopra la cute dell’addome lungo linee radiali e centripete, procedendo dall’epigastrio, dall’ipocondrio, dal fianco ed infine dalla fossa iliaca omolaterali verso un punto dell’addome corrispondente alla proiezione del tamburo del fonendoscopio. Quando la percussione cade direttamente sopra la proiezione cutanea, anteriore, del rene, il suono è percepito nettamente modificato: prima chiaro, timpanico e debole quando le onde sonore attraversano i visceri gastro-intestinali, il suono percussorio diventa intenso, ipofonetico, “come se nascesse vicino all’orecchio di chi ascolta”, allorchè le onde sonore, perpendicolari alla superficie addominale se la intensità della percussione è “lieve”, cioè applicata ad arte,  incontrano il rene.

Interessante e, quindi, consigliabile è la “variante” della P.Asc. del rene per via posteriore, col paziente seduto sopra il lettino con le gambe penzoloni, come  efficacemente descritto in manuali antichi, ma di grande valore ed attualità per il medico di oggi.

Questa applicazione, a mio parere, dovrebbe far parte del comune esame obiettivo per la ricchezza di informazioni fornite.

B) P.Asc. dei reni e degli ureteri  per via anteriore.

Col tf collocato sopra il fianco (= parte esterna dei quadranti addominali, lungo la linea ascellare anteriore) ds. e poi, sn. oppure utilizzando i punti di repere ottenuti come  descritto in A), si percuote secondo le ormai note modalità, cioè direttamente sulla cute con estrema dolcezza, seguendo le linee sopra descritte (Fig. 1). Come  dimostra la delimitazione renale per via posteriore, il tf risulta collocato sopra la proiezione cutanea del bacinetto renale omolaterale.

La via anteriore, più pratica della posteriore, è indispensabile per la successiva esecuzione della P.Asc. degli ureteri.

Ricordo che i reni oscillano fisiologicamente 6 volte al minuto, con un periodo variabile da 9 sec. a 12 sec., media 10,5 un numero frattale. L’intensità delle fluttuazioni è comprese tra =,5 e 1,5 cm., misura convenzionale.

Per la precisa definizione del decorso ureterale, col tf  collocato come  descritto sopra, si percuote delicatamente e direttamente la cute addominale col dito medio leggermente piegato a modo di martelletto, a partire dalla linea alba verso l’esterno, e viceversa, sopra linee orizzontali e parallele.

Il suono percussorio debole e timpanico dei visceri intestinali si modifica in modo netto, diventando ipofonetico e intenso, come ormai noto, dando la sensazione di “nascere vicino all’orecchio di chi ascolta”, quando la percussione è applicata direttamente sopra la proiezione cutanea ureterale.

È utile eseguire la P.Asc. dell’uretere dopo aver collocato il tf sopra la sinfisi pubica, un poco ds. e, rispettivamente a sn. (Fig. 1), secondo le modalità descritte, per una più facile delimitazione del III inferiore ureterale, quando al medico manca la necessaria esperienza.

 La proiezione cutanea degli ureteri deve essere tracciata, ancorchè mentalmente, sia per quanto concerne il tratto superiore sia quello medio ed inferiore, al fine di visualizzare i tre riflessi ureterali, essenziali per la Microangiologia clinica (Fig.2). Infatti, questi riflessi, attentamente valutati, consentono di raccogliere preziose informazioni sul modo di essere delle numerose strutture microvascolotessutali di tutti i sistemi biologici (V. Avanti).

Fig.2

Nella figura sono illustrati i riflessi ureterale superiore, medio ed inferiore, che hanno reso possibile la nascita della Microangiologia Clinica.

 

A questo punto va ricordato che fisiologicamente il pizzicotto cutaneo, prolungato e di media intensità, a lato degli ureteri causa dilatazione del tratto ureterale corrispondente. Più precisamente, la stimolazione dell’XI dermatomero toracico è correlato col tratto superiore, quella del XII dermatomero toracico col tratto medio ed infine il pizzicotto della cute del I derm. lomb. provoca dilatazione del III ureterale inferiore.

A dimostrazione dell’importanza di una simile procedura, in realtà di non difficile esecuzione da parte di chi possiede una sufficiente conoscenza di P.Asc., ricordiamo che i dati così ottenuti consentono l’affidabile valutazione del modo di essere delle singole strutture del microcircolo delle sedi più diverse durante la “lieve” stimolazione dei relativi trigger-points.

A chi impara la P.Asc., per facilitarne l’apprendimento, ricordo che nel sano il pizzicotto cutaneo di medi intensità, a livello di un segmento ureterale provoca la significativa dilatazione di questo tratto.

I riflessi ureterali, superiore, medio ed inferiore, accanto a quello colecistico-coledocico, gastrico aspecifico e ciecale, valutati durante stimolazione, diretta ed indiretta, di qualsiasi sistema microvascolotessutale (polpastrelli di mani e piedi, cute degli arti, muscoli, cuore, surreni, tiroide, ipofisi, ecc.) hanno reso possibile lo studio “clinico”, funzionale e strutturale, delle singole componenti del microcircolo, permettendo di porre le basi della Semeiotica biofisica e, mediante questo metodo diagnostico, di una nuova branca della Medicina, la Microangiologia clinica.

Tra le varie manovre utili per corroborare la correttezza dell’esecuzione della P.Asc. quella consigliabile in pratica è la seguente: nel sano, la pressione “intensa”, applicata sopra il tf, collocato sopra la proiezione del rene, provoca il temporaneo (4-5 sec.) aumento dei diametri renali ed ureterali seguito dalla riduzione del volume renale per 8-10 sec.

In caso di ciste renale la dilatazione renale (e quella ureterale = riflesso ureterale “in toto”) ovviamente persiste nella sede della malformazione, mentre in presenza di calcoli renali nel bacinetto, la pressione lieve è sufficiente a provocare il riflesso ureterale “in toto” litiasico, di veloce attuazione, che subito si riduce di un terzo del suo massimo valore, in modo caratteristico per la malattia litiasica.

Applicando bene la metodica illustrata è facile diagnosticare doppi bacinetti renali e doppi ureteri, mono- e bilaterali,  malformazioni congenite tutt’altro che rare.

Per raggiungere la sufficiente esperienza, è consigliabile l’esecuzione della P.Asc. delle vie urinarie in paziente affetto da colica renale: a monte del calcolo vi è dilatazione, uropatia ostruttiva alta, mentre a livello dell’ostruzione il diametro ureterale non si modifica durante i vari test).

Inoltre, un paziente nefrectomizzato presenta, accanto al “silenzio” p.asc. di un lato, un netto ingrandimento del rene controlaterale, con caratteristiche oscillazioni spontanee intense, oggetto di studio con la Semeiotica biofisica: diagramma renale o nefrogramma.

A dimostrazione della pratica utilità dell’applicazione della percussione ascoltata dei reni ed ureteri, di seguito descrivo brevemente la valutazione semeiotico-biofisica funzionale dell’arteria renale, che evidenzia in modo chiaro la potenzialità diagnostica della originale semeiotica.

Nel sano, la pressione “intensa”, esercitata sopra il tf collocato sopra la proiezione cutanea del rene (= regione del fianco), provoca per via nervosa simpatica la congestione renale per 4 sec. circa, seguita dalla successiva decongestione della durata di 8-10  sec. , in conseguenza del comportamento dei vasi efferenti ed afferenti glomerulari di fronte a differente livello tessutale di catecolamine.

A questo punto si interrompe “improvvisamente” la pressione sopra i trigger-points renali, continuando, però, ad eseguire la P.Asc. del reno: fisiologicamente il rene ritorna al volume di base in soli 2 sec., mentre in caso di  stenosi dell’arteria renale omolaterale, il valore di questo interessante parametro  aumenta in rapporto diretto con la gravità della stenosi arteriosa, salendo a 3 o più sec. perché il rene raggiunga il volume di base, a causa del lento afflusso ematico, secondario appunto alla presenza di stenosi arteriosa renale.

Si tratta del Tempo di Recupero di Ossigeno (TRO2), valutato anche mediante il tempo di latenza differenziale del riflesso rene-gastrico aspecifico e/o ciecale.

Il medico che conosce la P.Asc .  degli ureteri è in gado di osservare e valutare le oscillazioni del III superiore (=vasomotility) e del III inferiore (=vasomotion) che recitano un ruolo centrale nella Microangiologia Clinica.

 

 

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