Semeiotica Biofisica Quantistica. Il Nuovo Rinascimento della Medicina. www.sisbq.org

“IMA improvviso ed imprevedibile oppure omicidio colposo?” . Una domanda inquietante!

Nel campo medico, vasto ed affascinante, della Semeiotica Biofisica Quantistica, ancora ben lontano dall’avere raggiunto i limiti del suo dominio, la Microangiologia Clinica svolge un ruolo di primo piano, dal punto di vista sia teorico sia pratico. Infatti, sono notevoli i risultati già conseguiti al letto del malato, usando un fonendoscopio.

La Microangiologia Clinica rappresenta una nuova disciplina medica, finalizzata allo studio del modo di essere e funzionare di tutti i sistemi biologici, in condizioni fisiologiche, a riposo o durante prove dinamiche, e nelle comuni malattie umane, congenite ed acquisite, a partire dai loro stadi iniziali, com’è il Reale Rischio Congenito, secondo la teoria dell’Angiobiopatia, che completa la tischendorfiana Angiobiotopia.

 

Dopo 55 anni di ricerca e di pratica applicazione di questa originale semeiotica fisica, sono sempre più convinto che una teoria deve possedere valenze multiple di efficacia, utilità, coerenza interna ed esterna e bellezza per poter  essere riconosciuta come un progresso scientifico.

Nella Microangiologia Clinica, il Rimodellamento Microvascolare, definizione di natura anatomica, o Microcircolatorio, termine basato sull’aspetto funzionale, recita il ruolo fisio-patologico centrale nel Reale Rischio Congenito (RRC), incluso il RRC di CAD.

Ovviamente il Medico deve possedere sicure conoscenze di Microangiologia Clinica per poter studiare le Costituzioni Semeiotico-Biofisico-Quantistiche e i relativi Reali Rischi Congeniti, inevitabile strumento clinico per porre fine alle presenti epidemie di CAD, DM e Cancro.

 

Fino ad oggi, lo studio della microangiologia era riservato a pochi addetti ai lavori, dotati di attrezzature altamente sofisticate e costose, quindi di ben limitata applicazione.

Con l’avvento della Semeiotica Biofisica Quantistica, la microangiologia clinica, disciplina importante per tutta la Medicina, è diventata patrimonio culturale di ogni medico dotato di apertura mentale e lungimiranza scientifica, che, col solo uso del fonendoscopio, può finalmente raccogliere in modo rapido ed affidabile numerosi, originali ed attendibili informazioni, con eccellenti ripercussioni  sulla diagnosi, diagnosi-differenziale, ricerca clinica e monitoraggio terapeutico.

 

La Microangiologia Clinica è lo studio delle dinamiche caotico-deterministiche della vasomotility (= sfigmicità delle piccole arterie ed arteriole, secondo Hammersen) e della vasomotion (= motilità “secondaria” dei capillari e delle venule post-capillari) di tutti i sistemi biologici, che trovano nei riflessi ureterali la loro espressione clinica.

Infatti, questa disciplina medica è fondata esclusivamente sulla valutazione clinica (valutazione dei riflessi ureterali mediante un semplice fonendoscopio: www.sisbq.org e www.semeioticabiofisica.it) dei movimenti autonomi ed autoctoni di tutte le singole strutture delle unità microvascolotessutali, tra cui i numerosi tipi e sottotipi di anastomosi arteriolo-venulari (AVA), funzionalmente intese, di qualsiasi organo, ghiandola e tessuto, inclusi quindi i dispositivi endoarteriolari di blocco, DEB, suddivisi in tipo I, situati nelle piccole arterie, e tipo secondo, i soli ubiquitari, con sede nelle arteriole, secondo Hammersen.

In condizioni fisiologiche di base, a riposo, l’attività motoria del sistema microvascolotessutale presenta il più alto grado di caos deterministico, cioè la più intensa dimensione frattalica, o dimensionalità, che ne rappresenta la sua misura.

Il calcolo di questo parametro essenziale nella Microangilogia Clinica può essere eseguito, in modo estremamente facile, rapido e pratico, mediante la valutazione della durata in secondi della scomparsa del riflesso ciecale e/o gastrico aspecifico (NN > 3 < 4 sec.): in un modo elegante e raffinato si quantifica in secondi il valore della durata sia del riflesso gastrico aspecifico sia della sua scomparsa (= durata della scomparsa del riflesso che precede la attuazione del riflesso successivo).

Per comprendere senso e significato del rimodellamento microvascolare alla base del Reale Rischio Congenito, caratterizzato dalla presenza di Dispositivi Endoarteriolari di Blocco (DEB) neoformati-patologici – da me scoperti – di tipo I, sottotipo a) oncologici e b) aspecifici nelle piccole arterie, è necessaria la conoscenza del modo di essere e di funzionare delle unità microvascolotessutale.

Dopo la descrizione dall’albero macrocircolatorio, fatta da Harvey (1578 – 1657) all’inizio del XVII sec., è trascorso quasi mezzo secolo   – come ricorda  A. Krogh nella sua Lettura per il Premio Nobel, “A Contribution to the Physiology of the Capillaries”, il giorno 11 dicembre d 1920, prima che Malpighi e, quasi contemporaneamente Leeuwenhoek, descrivessero i piccoli vasi capillari interposti tra arterie e vene.

Il sistema biologico microvascolotessutale, per fini esclusivamente pratici e didattici, può essere considerato costituito da singole unità microvascolotessutali, a sua volta formata da tre componenti fondamentali:

1) i microvasi, di diametro < 100 m.,

2) il sangue in essi contenuto;

3) il connettivo perivascolare, periangio, interstizio, “ambiente” in cui i microvasi sono indovati, costituito da acqua, libera e legata in rapporto ottimale, cellule e fibre connettivali e dalla matrice interstiziale, i glucosaminoglicani, solforati e non, costitutiti specialmente da acido jaluronico.

 

Da un punto di vista “ideale”,  utile soltanto per fini didattici e pratici, i microvasi possono essere suddivisi, come suggerisce F. Pratesi, non completamente corroborato dalla Microangiologia Clinica semeiotico-biofisico-quantistica.

1) Paramicrocircolo: piccole arterie ed arteriole, secondo Hammersen,

venule di I, II e III ordine, shunts o anastomosi artero-venose (AVA),

funzionalmente intese, secondo Bucciante: L. Anastomosi arterovenose

e dispositivi regolatori del flusso sanguigno. Mon.zool.it.,suppl.

57, 3-10,1949;

2) Microcircolo: capillari, venule post-capillari,  “meta”-arteriole.

Una ormai lunga e sicura esperienza clinica con la Semeiotica Biofisica Quantistica mi ha permesso di corroborare il pensiero del mio Maestro, il Prof. S.B.Curri, secondo il quale tutte le strutture microvasali , dal punto di vista funzionale,  formano una unità.

Infatti, nei vari stress  da sforzo, utilizzati in Semeiotica Biofisica Quantistica, tutti i microvasi si comportano in modo articolato, armonico, unitario e, quindi, passibili di essere studiati secondo una visione olistica, globale,  di tipo sinergetico.

Nella realtà, i microvasi si adeguano, sia funzionalmente sia strutturalmente, al relativo tessuto o parenchima, secondo il concetto tischendorfiano di Angiobiotopia.

A questo punto è necessario sottolineare che un sistema biologico come quello microvascolotessutale, così altamente evoluto e finemente differenziato in senso anatomo-funzionale, non può possedere un ampio spettro di reazioni agli insulti di varia natura che lo investono. In ltre parole, le sue reazioni sono aspecifiche ma diventano altamente specifiche in relazione alla loro localizzazione.

Per quanto concerne questo sistema biologico, cellule evolute in smooth muscle cells e le ramified smooth muscle cells, quando stimolate, o si contraggono o si dilatano, anche se possiedono una residua possibilità di ulteriore risposta. Non è dato loro di differenziarsi in cellule con attività secernente, come avviene per le analoghe cellule muscolari lisce della parete di grosse arterie muscolari- o elastiche.

Infatti, le cellule muscolari lisce della media di grossi vasi arteriosi – elastici o muscolari – meno differenziate, sotto stimoli patogeni diversi reagiscono magari de-differenziandosi ed evolvendo verso cellule ad attività secernente.

Questi concetti, ben noti agli addetti ai lavori, rendono ragione del limitato ventaglio di reazioni delle unità microvascolotessutali, rilevabili bed-side con la Semeiotica Biofisica Quantistica ed oggetto di studio della Microangiologia Clinica, come il rimodellamento microcircolatorio, alla base del Reale Rischio Congenito, incluso  il RRC di CAD.

Appare interessante che la specificità è garantita dalla sede del Reale Rischio Congenito, come riferirò in prossime Lezioni.

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